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Gréta Kočanová

"Gréta Kočanová nasce a Bratislava, in Slovacchia, nel 1996. Studia laContinua a leggere"

Gréta Kočanová nasce a Bratislava, in Slovacchia, nel 1996. Studia la lingua italiana fin dall’età di quindici anni, diplomandosi presso un liceo bilingue a Bratislava. Successivamente si trasferisce a Milano, dove consegue la laurea triennale e magistrale in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli Studi di Milano.

Durante gli anni di studio universitario inizia a condividere su TikTok i suoi pensieri più bui, personali e fragili. Parla di ciò che non riesce a dire ad alta voce, nel tentativo di sentirsi meno sola e di comprendere ciò che le sta accadendo. Il suo racconto sincero e diretto incontra progressivamente un pubblico sempre più ampio.

Grazie alla community costruita sui social e al forte seguito conseguito, inizia a lavorare nel mondo della comunicazione digitale. Attualmente è social media manager in una delle più grandi agenzie di marketing in Slovacchia.

L’arte più grande è l’arte di vivere è il suo primo libro.

I libri dell’ autore

L’arte più grande è l’arte di vivere

17.00

DISPONIBILE IN PREORDINE DA OGGI FINO ALl’11 MAGGIO

 

L’arte più grande è l’arte di vivere, ma vivere per davvero. Per molto tempo ho vissuto in bilico, sull’orlo di un precipizio altissimo dal quale rischiavo di cadere, ogni giorno. Nessuno poteva comprendere, neppure me stessa, incapace com’ero di tracciare un confine netto tra la malattia e la mia identità. Non so dire se si possa mai guarire del tutto, ma so per certo che le ferite dell’anima, anche le più piccole, possono bruciare più di una costola rotta.

Ho toccato il fondo, scoprendo l’esistenza di un abisso che avrebbe potuto inghiottirmi, se solo gliel’avessi permesso. Ed è stato allora, che ho smesso di avere paura di vivere. Attraverso i ricordi e le pagine scritte di un diario di bordo, racconto il mio viaggio attraverso i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Scrivo per rendere visibile l’indicibile. Affinché tu sappia di non essere solo. Affinché i genitori capiscano che non si tratta di ingratitudine, ma di una battaglia feroce combattuta in silenzio, tra strati di felpe troppo larghe e pasti volutamente dimenticati. Scrivo per dar voce a tutti quei mostri che minacciavano di torturarmi, per dimostrare che sconfiggerli è possibile, una tappa alla volta.