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Autore

Veronica Piazza

"Veronica Piazza nasce a Milano il 12 settembre 1998. Laureata in Filosofia Continua a leggere "

Veronica Piazza nasce a Milano il 12 settembre 1998. Laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Pavia, attualmente prosegue gli studi nell’ambito di scritture e progetti per le arti visive. La scrittura di Veronica esplora temi come amore, dolore, ma anche crescita personale, con un focus sulle emozioni e le esperienze che caratterizzano la vita umana; la sua, e di chi come lei ha vissuto emozioni forti, nasce infatti dall’esperienza personale e dal desiderio di dare voce a sentimenti che spesso rimangono nascosti, senza vergogna.

I libri dell’ autore

Terapia del dolore

15.00

Il dolore di una relazione tossica non è un urlo, ma un sussurro continuo, logorante, che ti accompagna anche nel sonno. È un giardino che sembrava fiorito, ma in cui ogni fiore è finto, dipinto con colori rubati alla tua vita. E quando finalmente ti stacchi non ne esci illesa. Ti porti via pezzi di te che non torneranno più, ma anche in quella rovina, se guardi bene, c’è una promessa: che il tuo cuore, seppur ferito, può ancora ricordare come si batte per sé stesso e nessun altro. Questo è quello che è successo a Veronica. Non si vive una relazione tossica, ma si sopravvive a essa e oggi, purtroppo, sono molte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da parte del proprio partner. La società patriarcale in cui malauguratamente ancora viviamo sostiene la cultura del possesso, la donna diviene oggetto e non merita rispetto, da nessun punto di vista. Riconoscere un rapporto disfunzionale non è semplice, soprattutto quando ci si è così tanto dentro, proprio come è successo a Veronica. La voce che emerge in questa silloge è la voce di tutte le donne che si sono illuse e hanno idealizzato l’amore in maniera errata. Raccontare una relazione tossica significa anche compiere un atto di giustizia interiore, è riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, della propria dignità. È ricordarsi che il rispetto non è un premio, ma un diritto. Che l’amore non basta, se non è gentile e soprattutto, è sapere che, anche se a brandelli, si può rinascere.