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Percorsi ed esperienze di un CTU tra processo, verità tecnica e giurisdizione
Il consulente tecnico d’ufficio entra nel processo con il proprio sapere e ne assume il peso, sapendo che ogni valutazione è destinata a incidere sulla decisione. Il suo compito non è affermare certezze, ma ricostruire fatti, dare ordine agli elementi, rendere comprensibile ciò che, senza il suo intervento, resterebbe oscuro, sempre nel confronto con le parti. Il CTU attraversa il processo, ma insieme attraversa anche l’umanità delle vicende che gli sono affidate; questo libro vuole raccontare proprio il lavoro quotidiano del consulente, i dubbi e le scelte che opera, il rapporto con il giudice, il peso delle osservazioni delle parti, la fatica del metodo. Il CTU non è un terzo tra le parti: è uno strumento del giudice, e come tale deve restare. Un ausiliario che non si sostituisce, ma sostiene; che non invade, ma chiarisce. Per tali motivi questo volume è dedicato a tutti i Consulenti Tecnici d’Ufficio, a chi svolge questo ruolo con rigore e professionalità. Da leggere per capire.
Uno dei punti cruciali del processo civile è costituito dalla fase della consulenza tecnica d’ufficio. Come è noto, ogni volta in cui il giudice ha necessità di risolvere questioni che richiedono specifiche competenze tecniche esperte nomina un consulente tecnico, scelto negli elenchi tenuti presso il Tribunale. In oltre il 50% dei processi le decisioni dei giudicirirendono sostanzialmente le conclusioni tecniche del CTU. Èquindi evidente che l’attività svolta dai CTU nel processo civile ha un ruolo molto importante perché da quest’ultima possono dipendere le sorti del giudizio.
Per questo, è stata avvertita da più parti l’esigenza di tendere alla nomina di consulenti tecnici che fossero esperti nella singola materia di competenza, ma anche che conoscessero le regole principali di regolare e corretto svolgimento del processo civile. Difatti, spesso accade che le consulenze tecniche siano affette da vizi di nullità od omissioni derivanti dal mancato rispetto dei principi cardine del processo civile primo fra tutti il principio del contraddittorio, oppure per l’acquisizione da parte del consulente di documentazione in modo cd. irrituale.
CONFASSOCIAZIONI si è subito fatta parte diligente e ha sostenuto questo percorso di sensibilizzazione del modo delle professioni sul tema della consulenza tecnica, nello spirito che la contraddistingue, quello di rilanciare l’Italia facendo cose semplici con un contributo fattivo nell’ambito della consulenza tecnica, e più in generale della giustizia civile.
Dopo aver organizzato una importante conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, attraverso i coautori di quest’opera ha raccolto gli interventi dei relatori e il contributo di altri prestigiosissimi operatori del diritto e dell’economia per provare a dare un contributo alla Legge Delega di riforma del processo civile attualmente in Parlamento proponendo, in particolare, di regolamentare e la consulenza tecnica come “mezzo di prova” nella disponibilità delle parti, e non come mezzo solamente istruttorio.
I pensieri, le scelte, le abitudini quotidiane e il modo in cui affrontiamo le sfide plasmano la nostra esperienza di vita. La serenità non dipende da un solo aspetto, ma dall’equilibrio tra diversi fattori. Alcuni cambiamenti quotidiani possono rendere la vita più serena, equilibrata e soddisfacente.
Oggi penso a me aiuta a riconoscere i meccanismi negativi che appesantiscono la mente, a trasformarli e ad alleggerirli per riscoprire se stessi, senza paura. Attraverso riflessioni, strategie e tecniche pratiche, offre un percorso concreto per smettere di sabotarsi e iniziare a vivere con maggiore libertà e autenticità. Scegli di stare bene.
Riavvicinare corpo, emozioni e spirito facendoli dialogare attraverso l’arte.
L’arte diventa il primo strumento riabilitativo all’interno di un linguaggio metaforico quale veicolo di cura.
Un momento per riaprire un dibattito sul mondo delle fragilità psichiatriche sul futuro della salute mentale.
La danzaterapia ripropone un lavoro di Giuseppina Bonaviri in ambito specilistico neuroscientifico sperimentale, che aveva a suo tempo aperto un dibattito che appare assai attuale, sintonico a promuovere la pratica dell’arte terapia e della danza movimento terapia. Non solo un’occasione di scambio e incontro tra figure professionali interessate all’uso dell’arte visiva e del movimento come mezzo preventivo e terapeutico ma per consentire anche al lettore meno esperto di assaporare il mondo straordinario e ignoto della follia.
Senti cosa ti dico è un libro che rompe i cliché e racconta la sordità senza pietismo né tecnicismi. Con tono schietto e umano, Anna Vernillo intreccia la propria esperienza personale con storie e riflessioni collettive, offrendo una guida chiara e concreta a chi vuole davvero capire. Dalla quotidianità invisibile delle persone sorde alle frasi che feriscono, dal ruolo della LIS al mito delle protesi “miracolose”, il libro costruisce un ponte tra chi sente e chi non sente, ricordando che la sordità non è un difetto da correggere, ma un modo diverso di vivere e comunicare.
Riflessione sul pensiero politico di Aldo Moro
“Si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le sue difficoltà”
– Aldo Moro
Il saggio di Sandro De Bonis propone una visione di Aldo Moro in sintonia con il nostro contesto culturale come dimostrazione che il suo pensiero va oltre il tempo che ha vissuto.
Le idee di Moro sono ancora oggi un pensiero in azione, capaci di influenzare la politica e stimolare nuove riflessioni.
Il saggio prendendo le mosse dal famoso intervento del ‘68, esplora la fenomenologia di una nuova umanità emergente e pone domande sulla natura delle attuali forme di umanità legate alla rivoluzione digitale e ai media. Un pensiero sempre attuale che invita a esplorare nuove prospettive e liberarsi dai pregiudizi. Un’opportunità per rivalutare l’importanza della politica nel nostro tempo.
“In Nomine Matris” nasce dall’intento di condurre il lettore in un viaggio nella storia di un popolo in cui il culto della Madre era radicato ancor prima che le Sacre Scritture parlassero di Maria, esplorando forme narrative, usanze tipiche e caratteri identitari della devozione. In Sicilia il culto di Maria è saldo e radicato in ogni città, paese, contrada, ma ad oggi non esiste ancora una raccolta di tutti i nomi di Maria, delle usanze che li contraddistinguono, delle origini arcaiche dei culti, pertanto si è scelto di raccogliere le sfaccettature di queste tradizioni attraverso il contributo di parlanti nativi e da fonti storiche che dal XVI secolo sono arrivate fino ai giorni nostri. La ricerca segue il filo rosso delle connessioni più affascinanti tra le divinità femminili venerate nella terra di Sicilia e i volti di Maria, con un’osservazione attenta, curiosa, fedele allo spirito del popolo del tempo, nella volontà sociologica di rispettare la visione degli eventi da parte dei devoti che a ciascuno di essi attribuivano un senso ben definito.
Questo viaggio tra i primi duecento nomi di Maria conosciuti dal popolo siciliano è intessuto per dare spazio all’approccio storico, culturale e cultuale della devozione, con riferimenti ai luoghi, all’iconografia, all’etimologia dei titoli e alle radici del culto. Il testo si estende per 350 pagine, corredato di foto dei luoghi più significativi, dei simulacri, dei momenti di festa popolare, delle connessioni con le divinità pre-cristiane.
Parte Prima: la Promessa
Cosa è il Grande Gioco e perché ne siamo tutti dentro?
Abbiamo affrontato una crisi epocale come la pandemia e, quando ne siamo usciti, ci siamo accorti che avevamo partecipato al più grande esperimento sociale della Storia: per molti mesi, 5 miliardi di persone erano rimaste a casa e avevano fatto business, affetti e relazioni solo digitalmente. Avevamo superato l’ultimo miglio, la vera fine del XX Secolo. L’avvento dell’era della Rete, dell’IA e della velocità, ma anche l’era delle nuove guerre e della fine del precedente ordine globale.
Cosa fare allora? A partire da un indice innovativo da leggere “tutto d’un fiato”, questo libro è il primo di una trilogia che vuole esplorare gli scenari evolutivi incerti e le reti che legano persone, imprese, professionisti, manager, governi, Istituzioni, finanza e tecnologia nel mondo del Grande Gioco.
Tutto questo per capire quali sono le consapevolezze possibili per essere pronti alla sfida straordinaria della “Promessa” del mondo del Grande Gioco. D’altra parte, come diceva Einstein, per ottenere risultati differenti bisogna fare cose differenti.
Ma, soprattutto, bisogna imparare a giocare al Grande Gioco.

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