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Essere genitori oggi significa fare i conti con consigli non richiesti, aspettative sociali e la sensazione di non essere mai abbastanza. Questo libro non promette ricette facili, ma offre uno sguardo autentico e concreto: una bussola capace di orientarsi tra le sfide quotidiane dell’educazione. Attraverso riflessioni e spunti pratici, l’autrice accompagna i genitori a ritrovare fiducia, a sentirsi meno soli e a comprendere che il compito più importante non è “fare tutto bene”, ma esserci davvero.
Essere sereni e o soddisfatti si può e si deve. Non significa vivere senza regole o eccessi, ma esistere con sobria contenutezza e intelligenza emotiva. A differenza di altri testi e di altri studiosi, Educare fa bene alla salute di Antonella Demola è un vademecum che ci spiega la “forza curativa” della scuola che forma persone pensanti, realizzate e felici. La scuola rimane la più importante agenzia educativa per l’istruzione e la formazione dei giovani in cerca di una nuova collocazione categoriale, a causa della parentesi pandemica, con tutte le conseguenze di un disagio a livello psicologico e sociale che stenta ancora a scomparire.
Questo libro è stato scritto per illustrare una possibile via di uscita dal periodo di grande insicurezza nell’orientamento culturale che stiamo vivendo, mostrando che si può essere persone vincenti anche in un mondo in palese crisi di identità. Ciò non significa ricercare il successo a tutti i costi, ma predisporre i giovani a raggiungere la maturità conoscendo se stessi e il mondo che li circonda. Oltre ad alcune sezioni divulgative e motivazionali, il testo contiene un percorso educativo di sviluppo e di conoscenza del proprio Io, a partire dal riconoscimento e dalla gestione delle proprie emozioni con un metodo che l’Autrice chiama il Metodo dell’alfabetizzazione emotiva. È innegabile che le emozioni e i sentimenti siano alla base dell’apprendimento umano e dell’equilibrio personale, motivo per cui si fa sovente riferimento a evidenze psicologiche, scientifiche e nutrizionali. Altro elemento importante affrontato nel saggio è la possibilità di orientare le nuove generazioni all’ abilità di vivere mirando alla longevità e seguendo i principi e le finalità delle varie educazioni scolastiche, a partire da una educazione alimentare mediterranea e salutare, giacché il fine ultimo della persona umana è sì la conoscenza della realtà attraverso lo studio delle discipline, ma anche delle varie educazioni che la scuola propone per la crescita sana e stabile della propria personalità. Quest’ultima deve essere armonica (e non disturbata), altresì orientata a recepire i valori dell’autostima, dell’empatia e della sociabilità. Essere in armonia con il proprio corpo e la propria mente apre le porte ad una vita più appagata ed esemplare. Diventare nel tempo persone belle, buone e positive non è semplicemente una questione estetica e morale, ma significa potenzialmente migliorare la qualità della nostra esistenza in questo particolare decennio del XXI secolo.
ADHD TRA SFIDE E OPPORTUNITÀ
Secondo il DSM-5, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo che include difficoltà di attenzione, di concentrazione, di controllo degli impulsi, del livello di attività, di capacità di pianificazione, senza dimenticare la difficoltà di autoregolazione emotiva. La non conoscenza o una certa superficialità nell’individuare questo disturbo possono avere un impatto svantaggioso, se non addirittura dannoso, sia a livello personale, che scolastico, famigliare, lavorativo e sociale. Lo scopo di questo saggio è di contribuire nel dare informazioni di base sull’ADHD e di mettere in luce l’importanza di lavorare sui punti di forza delle persone con ADHD per poter valorizzare le loro capacità e interessi.
“Come potrò colmare il vuoto che sento dentro? Questa esperienza mi ha cambiato per sempre, non sono più io. Tornerò a vivere? Riderò ancora?”. Tante domande passano per la testa. L’uragano ha travolto e fatto crollare il nostro mondo, tutto è andato in frantumi e cerchiamo di recuperare i resti tra le macerie. Spazio dopo spazio, ricostruire è possibile. Parleremo del lutto fino a entrare nel cuore della sofferenza e del dolore, dedicando uno sguardo attento alle emozioni, sensazioni e pensieri.
Prenditi il tuo tempo, leggi con calma, osservati, guardati, comprenditi, senza giudicarti e sii compassionevole con te stesso/a. Stai affrontando un periodo molto complesso e delicato: è giusto darsi del tempo con gentilezza.
I pensieri, le scelte, le abitudini quotidiane e il modo in cui affrontiamo le sfide plasmano la nostra esperienza di vita. La serenità non dipende da un solo aspetto, ma dall’equilibrio tra diversi fattori. Alcuni cambiamenti quotidiani possono rendere la vita più serena, equilibrata e soddisfacente.
Oggi penso a me aiuta a riconoscere i meccanismi negativi che appesantiscono la mente, a trasformarli e ad alleggerirli per riscoprire se stessi, senza paura. Attraverso riflessioni, strategie e tecniche pratiche, offre un percorso concreto per smettere di sabotarsi e iniziare a vivere con maggiore libertà e autenticità. Scegli di stare bene.
L’essere umano ogni giorno incontra un mondo nuovo, la filosofia ha chiamato questo imbattersi quotidiano: meraviglia. La musica è lo svolgimento di questa storia, non come un fatto che riguarda il passato, ma come evento che continuamente accade…
Questo libro era una lettera dedicata al figlio di un’amica, per augurargli una vita serena e appagante. Mentre scrivevo mi sono resa conto che quelle parole valevano per tutti.

Maria c –
Ho letto il libro
È stato bello leggere come in tanti luoghi si dicano le stesse cose
E come il dialogo e dedicare tempo a tuo figlio sia molto importante! Li consiglio.non solo ai genitori ma anche ai nonni.
Alessia –
Questo libro è un invito dolce e potente a riscoprire il legame più profondo: quello tra genitori e figli. Fin dalle prime pagine si avverte una voce autentica, capace di entrare in punta di piedi nella quotidianità familiare, senza mai giudicare, ma accompagnando con rispetto e comprensione.
L’autrice racconta l’educazione gentile come un percorso fatto di piccoli gesti, di ascolto sincero e di presenza reale. Non propone modelli perfetti o irraggiungibili, ma offre uno sguardo nuovo, più umano, sul modo in cui ci relazioniamo con i nostri figli. Ci ricorda che dietro ogni comportamento c’è un bisogno, e che ogni momento, anche quello più difficile, può diventare un’occasione per costruire fiducia e connessione.
Leggendo, ci si sente compresi come genitori, con le nostre fragilità e i nostri dubbi. E proprio lì, tra quelle pagine, si trova uno spazio sicuro in cui rallentare, respirare e ritrovare il senso più profondo dell’essere genitori: non essere perfetti, ma esserci davvero.
È un libro che accarezza e allo stesso tempo trasforma, che aiuta a guardare i propri figli con occhi nuovi e a costruire con loro un rapporto fatto di rispetto, empatia e amore consapevole.
Una lettura che resta nel cuore e che ogni genitore dovrebbe concedersi, almeno una volta.
Maria Rosa –
Grazie Giorgia per le tue pillole di saggezza che aiutano a riflettere sul rapporto ,sul dialogo ,sul modo di educare i propri figli; ma soprattutto aiutano ad essere delle guide ,ad ascoltare e a non sostituirsi a loro.
I figli non sono un’ “Alexa ” di turno dove tu genitore impartisci ordini e i figli devono eseguire. Da brava pedagogista guidi i genitori nel percorso educativo difficile ma non impossibile. Bisognerebbe ricordarsi che il mestolo non deve essere un’arma da usare contro i figli, ma un utensile per miscelare il rapporto tra genitori e figli senza mai lasciare grumi.
È stato un piacere e un arricchimento conoscerti e leggerlo tue libro .Grazie ancora.
Maria Rosa