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crescita

Particolarmente sensibile

18.00

Particolarmente sensibile è il lungo attraversamento di un’anima che ha conosciuto il dolore fino in fondo e ha deciso, nonostante tutto, di non smettere di sentire. Per dieci anni Silvia Di Comite annota ciò che le trema dentro: frammenti di poesia, confessioni sussurrate, notti insonni, ricordi che bruciano e gesti che salvano. Il lettore percorre con lei la distanza fragile che separa la perdita dalla rinascita, l’abbandono dall’auto-ritrovarsi. È un viaggio che non procede in linea retta: si inciampa, arretra, riparte, si ostina. Ma in ogni passo si avverte un desiderio irriducibile di vita. Questo libro è la testimonianza sincera di una sensibilità che non chiede scuse, che impara a diventare forza, che accetta le proprie crepe come porte da cui entra la luce. Silvia non racconta solo la sua storia: consegna al lettore un riflesso, uno spazio riconoscibile dove ogni cuore fragile può sentirsi meno solo. Un’opera intima, necessaria, che illumina senza fare rumore. Una voce giovane e profondamente umana che sa parlare alle parti più silenziose di noi.

 

Senza ricetta – La mia vita tra piatti, incontri e rinascite

16.00

Hai mai sentito di non essere abbastanza? Io sì. Per anni ho cercato la mia voce tra farine, silenzi, errori e rinascite. Senza ricetta è il viaggio di una donna che ha imparato a cucinare la vita con le mani, a trasformare il dolore in forza, la paura in coraggio e la fame in libertà. Parla di cibo, ma anche di amore. Di corpo, di cura, di scelte difficili. Del coraggio di cadere e di rialzarsi, di accogliersi così come si è, imperfette, ma vere. Perché ognuno di noi scoprirà che anche senza istruzioni, senza ricetta, la vita può riuscire lo stesso.

La dura vita di Oscar Mellish

16.00

Oscar Mellish è un ragazzo timido e impacciato, che lotta per realizzare il suo sogno di diventare pianista nella New York caotica e spietata di oggi, lontano eco dei fasti dei locali jazz degli anni Venti e Trenta. E proprio come il jazz che tanto ama, Oscar è emotivo, imprevedibile e incompreso, ma anche profondamente autentico. Ogni volta che sale su un palco, le emozioni lo travolgono, spingendo il pubblico a voltargli le spalle. Eppure, né l’indifferenza nei suoi confronti, né il suo amore impossibile per la giovane Becky, né i dubbi sul suo futuro spegneranno il suo desiderio di continuare a suonare. Usato e poi rigettato da una città troppo grande e cinica per lui, Oscar, con l’aiuto degli strambi ma fedeli amici Ray e Mose, troverà la forza di ricominciare. Perché, come disse il trombettista Bix Beiderbecke: «Una delle cose che più mi piace del jazz, è che non so mai cosa viene dopo».