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raccolta di racconti

Storie dall’ascensore

19.00

Un indumento, un oggetto, uno sguardo furtivo al telefono del compagno di viaggio, sono gli inneschi che hanno dato vita a questa raccolta di racconti, nati come vie di fuga per meglio sopportare la lenta agonia di quei saliscendi nel luogo più angusto e inospitale del pianeta. Storie dall’ascensore raccoglie, con stile crudo e a tratti spietato, racconti in bilico tra realtà e immaginazione che indagano nell’animo umano per portare in superficie le nostre paure, la nostra inquietudine, l’amore e il disagio di essere umani in un mondo che non lo è più. O forse c’è ancora qualche speranza?

 

A volte le lumache d’inverno

16.00

In un momento cruciale della sua esistenza, una donna si ritrova a fare i conti con parole mai dette e azioni mai compiute. Un incontro insolito in giorni silenziosi d’inverno, dà inizio a un percorso introspettivo fatto di ricordi, riflessioni, che sfociano in racconti nel racconto, che la guidano verso una rivelazione profonda e inattesa. In prosa e poesia, il libro si sviluppa come una spirale ascendente, dove i piani del tempo si intrecciano e si fondono, uniti da una sottile inquietudine che si trasforma, pagina dopo pagina, in una delicata sublimazione poetica delle emozioni.

L’arte della mancanza. Nessuno escluso. Con le poesie di Raffaele Donato

17.00

La mancanza. Carenza o desiderio? Monotonia o diversità? Dolore o rinascita? Attraverso questi racconti la mancanza verrà sezionata e scoperta, coccolata e annientata fino ad arrivare ad entrare a grandi falcate nelle vite dei personaggi. Attraverso i loro travolgenti occhi cartacei scopriremo l’assenza, quest’arte infinita e informe che ci accomuna tutti sin dal primo respiro. Esseri piccoli in un universo incredibilmente grande si sentono svantaggiati in partenza e sperano di colmare il vuoto che li attanaglia poiché tutto il resto, la realtà, è pienezza. Non importa dove l’uomo sia collocato all’interno del tempo o della realtà, perché il suo essere trascende le trame di questi gettandosi a braccia aperte verso il dolore più profondo.