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ricordi

La signora dei ricordi

19.00

Ou les temps de vivre

 

«Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo».

In questa frase di José Saramago è racchiuso il senso profondo del viaggio di Yvonne, la “signora dei ricordi”. Seduta nella sua poltrona, tra album fotografici e lenti d’ingrandimento, Yvonne riannoda i fili di un’esistenza lunga quasi un secolo, affidando al ragioniere Giancarlo il compito di farsi custode di una storia che altrimenti rischierebbe di svanire.

Tutto ha inizio nei primi del Novecento, tra gli ideali anarchici di una famiglia romagnola costretta all’esilio. Dalla Francia della Belle Époque, tra le luci di Parigi e i cinema della Pathé Frères, al traumatico rientro nell’Italia fascista, la vita di Yvonne attraversa i grandi eventi del “secolo breve”: la Guerra, la Resistenza, la ricostruzione e le sfide di una donna che ha saputo affrontare con dignità e coraggio ogni stagione della vita.

Attraverso una narrazione intima e commovente, arricchita da espressioni in francese e dialetto romagnolo, Roberto Vitale ci regala non una semplice biografia, ma un atto d’amore verso la memoria. Un invito a non dimenticare.

Storie dall’ascensore

19.00

Un indumento, un oggetto, uno sguardo furtivo al telefono del compagno di viaggio, sono gli inneschi che hanno dato vita a questa raccolta di racconti, nati come vie di fuga per meglio sopportare la lenta agonia di quei saliscendi nel luogo più angusto e inospitale del pianeta. Storie dall’ascensore raccoglie, con stile crudo e a tratti spietato, racconti in bilico tra realtà e immaginazione che indagano nell’animo umano per portare in superficie le nostre paure, la nostra inquietudine, l’amore e il disagio di essere umani in un mondo che non lo è più. O forse c’è ancora qualche speranza?

 

Acrilica

17.00

Un’estate che doveva essere una tregua. Una casa piena di ricordi. Un segreto che aspetta di essere scoperto.

Quando Mark Taner ritorna a Saint Borough, nel silenzio salmastro della vecchia casa di famiglia, cerca solo momenti di pace con sua moglie e sua figlia. Ma quel luogo, sospeso tra mare e memoria, ha altri piani per lui.

Tra volti sfocati del passato e incontri a tratti surreali, Mark si ritrova intrappolato in un intreccio di rivelazioni che mettono in discussione tutto ciò che credeva di sapere su se stesso, sulla sua famiglia e sul tempo che li ha separati.

Acrilica è un romanzo malinconico, ipnotico e ironico sul tempo che passa, dove ogni risposta porta con sé una nuova ombra. Una storia di seconde possibilità, ma anche di verità taciute. E proprio quando tutto sembra trovare il suo posto, le certezze crollano come castelli di sabbia.

A volte le lumache d’inverno

16.00

In un momento cruciale della sua esistenza, una donna si ritrova a fare i conti con parole mai dette e azioni mai compiute. Un incontro insolito in giorni silenziosi d’inverno, dà inizio a un percorso introspettivo fatto di ricordi, riflessioni, che sfociano in racconti nel racconto, che la guidano verso una rivelazione profonda e inattesa. In prosa e poesia, il libro si sviluppa come una spirale ascendente, dove i piani del tempo si intrecciano e si fondono, uniti da una sottile inquietudine che si trasforma, pagina dopo pagina, in una delicata sublimazione poetica delle emozioni.

L’orizzonte oltre il confine

19.00

«La storia verosimile di tutti noi. Anche la tua»

Una storia nella storia, dove confine e orizzonte si confondono, facendo crollare ogni certezza, al protagonista così come al lettore.

Un percorso alla scoperta di quelle verità nascoste dietro il bagliore di molteplici illusioni, che porterà alla luce realtà del tutto diverse e inaspettate.

Come si fa a capire cos’è davvero reale? Cos’è che rende il confine un orizzonte?

Storie di nebbia e altre cose poco chiare

17.00

In una Bassa insolita si dipanano ventitré racconti, ventitré storie singolari, tutte accomunate da un qualcosa di profondamente legato alla dimensione terrena eppure a tratti incorporeo, impalpabile, disseminato di eventi che lasciano spesso tra il sorriso e la meditazione. Il lettore diventa immaginario amico e destinatario della narrazione, in una atmosfera che ha come sfondo una naturale complicità. La nebbia cela, nasconde, impedisce di scorgere con esattezza i contorni delle cose e dei fatti, ma così costringe a guardarci dentro, a farci domande, a scoprire inconsapevolmente chi siamo o chi siamo stati. E in questa nebbia scorre il fiume che accompagna la nostra vita e i suoi pensieri, in un divenire che non sai mai bene se renda felici, malinconici o semplicemente vivi.