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società

Cocaina

18.00

 

Cosa accade quando la cocaina stravolge

una vita normale?

Eva e Dante sono giovani, indipendenti e legati da una complicità unica. Lei è adrenalina pura e intuito; lui è un perfezionista dalla dialettica magnetica. Nonostante l’apparente stabilità, entrambi condividono un’attrazione fatale per il brivido e la trasgressione. Senza drammi familiari alle spalle, i due scelgono consapevolmente di esplorare il mondo della cocaina, spingendosi tra spaccio e amicizie ambigue. Attraverso sogni inquietanti e una realtà che diventa sempre più agitata, il romanzo di Simona Nibale scava nei desideri e nelle fragilità di chi cerca nell’adrenalina chimica una fuga dalla banalità, finendo però per perdersi in un deserto bianco che risucchia ogni barlume di autenticità.

Il Giostraro

20.00

Stefano Carvéri, ragazzo di Celle di San Vito – il più piccolo Comune della Puglia, dove si parla ancora il franco provenzale – viene assunto da un piccolo istituto di credito del nord Italia come responsabile dell’ufficio legale. Stimolato dal nuovo ambiente, acquisisce fiducia in se stesso e, con competenti interventi professionali, scala posizioni nelle gerarchie aziendali – sconfiggendo anche le invidie dei colleghi – e diventa la punta di diamante di un team interno, delegato dalla direzione della banca alla revisione delle politiche aziendali ed alla riorganizzazione dei processi interni. Vicende personali e professionali interromperanno bruscamente la travolgente cavalcata di Carvéri, riportandolo alle giovanili fragilità. Per ritrovare l’equilibrio perduto e liberarsi da sofferenze, conflitti interiori e tensioni represse, intraprenderà un profondo e doloroso processo catartico che lo porterà a scoprire luoghi e realtà a lui ignoti, al termine del quale l’oggettività delle esperienze vissute a Lampedusa ed in Uganda gli faranno rivedere il passato in un’ottica completamente capovolta.

La ragazza della tonnara

15.00

Sono anni che vede scorrere i tonni sul nastro in fabbrica, se la sua vita fosse un film, il titolo di testa e probabilmente anche quello di coda direbbe di lei: “La ragazza della Tonnara” e nient’altro.

La sua vena intellettuale, tramortita da un lavoro alienante ed anestetizzata dagli aperitivi della mondanità locale, si esprime dando libero sfogo alla noia.

“comestaiquicomestailacomevaconquellola”, così, al bar, per riempirsi la bocca di patatine, di compagnia e di umorismo.

Alla ricerca di un pubblico, alla ricerca di sé, racconta con sincerità la brutalità del vivere secondo l’ingranaggio della società contemporanea.

Brevi racconti, generazionali per natura, sono il risultato di una vita connotata dalla precarietà del futuro, delle relazioni, di un salario e di un paio di lauree.

E poi c’è quella macchia scura a far parte della sua vita, chi non ce l’ha? Lei la chiama Maria ed è la sua vicina.