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Parte seconda: la Svolta.
Il mondo del Grande Gioco nell’era del Potere
DISPONIBILE IN PREORDINE DA OGGI FINO AL 14 MAGGIO
Dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti alla fine de “Il Grande Gioco – Parte Prima: la Promessa”, il primo libro di questa trilogia che descriveva gli scenari della Promessa del mondo del Grande Gioco con l’avvento di una IA capace di rispondere a tutte le nostre domande. Tutte tranne una: chi c’è dietro quella voce? Un sistema cosciente? Un grande fratello? Skynet di Terminator? Come dire: chi governa il sistema? Altro che la Grande Promessa. Non avevamo ancora finito di capire cosa stava succedendo e ci siamo trovati in un lampo nella tempesta perfetta della Svolta. E siamo rimasti tutti senza parole perché la Svolta è stata l’avvento dell’era del Potere, degli imperialismi fisici, digitali e finanziari, delle Big Tech e dei loro Network State, delle architetture invisibili e delle loro strategie di dominio, dell’IA generativa agentica e del Quantum Computing con il passaggio dal cartesiano “cogito ergo sum” al quantistico “dubito ergo sum”. Un mondo velocissimo di conflitti economici e bellici, caldi e ibridi in Rete. La Terza Guerra Mondiale a pezzi. Ma non bisogna arrendersi: leggete fino alla fine e scoprirete che strategia, tempo, teoria dei giochi, pianificazione e IA sono le dimensioni chiave che tutti noi possiamo usare per vincere la sfida del Potere nel mondo del Grande Gioco al tempo della Svolta.
Parte Prima: la Promessa
Cosa è il Grande Gioco e perché ne siamo tutti dentro?
Abbiamo affrontato una crisi epocale come la pandemia e, quando ne siamo usciti, ci siamo accorti che avevamo partecipato al più grande esperimento sociale della Storia: per molti mesi, 5 miliardi di persone erano rimaste a casa e avevano fatto business, affetti e relazioni solo digitalmente. Avevamo superato l’ultimo miglio, la vera fine del XX Secolo. L’avvento dell’era della Rete, dell’IA e della velocità, ma anche l’era delle nuove guerre e della fine del precedente ordine globale.
Cosa fare allora? A partire da un indice innovativo da leggere “tutto d’un fiato”, questo libro è il primo di una trilogia che vuole esplorare gli scenari evolutivi incerti e le reti che legano persone, imprese, professionisti, manager, governi, Istituzioni, finanza e tecnologia nel mondo del Grande Gioco.
Tutto questo per capire quali sono le consapevolezze possibili per essere pronti alla sfida straordinaria della “Promessa” del mondo del Grande Gioco. D’altra parte, come diceva Einstein, per ottenere risultati differenti bisogna fare cose differenti.
Ma, soprattutto, bisogna imparare a giocare al Grande Gioco.
Siamo di fronte a un salto di paradigma: i cambiamenti imprenditoriali e manageriali dei prossimi anni avranno una portata senza precedenti nella storia dell’uomo. Per affrontare queste sfide è necessario comprendere che i nuovi problemi manageriali delle nostre Pmi non possono essere risolti con le vecchie soluzioni. È necessario sfidare le credenze delle nostre organizzazioni e tutto quello che è dato per scontato. Più che focalizzarsi su “cosa fare”, è necessario prima concentrarsi su “come pensare”, di seguito comprendere “qual è la situazione dell’azienda ad oggi”, successivamente “dove si vuole portare l’azienda domani”, dopo “progettare le attività da intraprendere” e solo a questo punto ci si può focalizzare su “realizzare la strategia risolutiva”, per potere così realizzare trasformazioni significative. Non sarà un percorso facile. L’importante sarà non avere paura. Affrontare managerialmente il futuro significa avere fiducia negli altri. D’altra parte, come sappiamo bene ormai, il nostro futuro è da sempre una corsa tra buona innovazione e cattiva innovazione. Praticamente, tutto quello che serve probabilmente per essere manager e imprenditori che siano leader nell’era della Grande Trasformazione.
Il dimensionamento delle nostre PMI è certamente un problema ma un ulteriore punto fondamentale è la mancanza cronica di capitali ed il ricorso continuo alla leva bancaria delle nostre imprese. Bisogna allora trovare strade diverse perchè questo mondo sarà costretto a uscire dal cortile della leva bancaria e della sottocapitalizzazione per andare verso l’orizzonte della leva finanziaria. Obiettivi importanti per raggiungere i quali, le nostre PMI dovranno acquisire competenze innovative di corporate finance.
Ecco il motivo di questo libro: aprire una finestra strategica sulle nuove prospettive, ordinarie e straordinarie, della finanza d’impresa per aiutare le PMI e il loro management a costruire orizzonti di crescita nel lungo periodo.
Questo libro dedicato alla Puglia coniuga riflessioni, esperienze, testimonianze e proposte dei più importanti protagonisti del management pugliese di CONFASSOCIAZIONI, nel modo ormai classico di CONFASSOCIAZIONI stessa, e cioè quello derivante dal volume di inizio di questa collana “Rilanciare l’Italia facendo cose semplici”.
Le pagine che seguono conducono il lettore in un avvincente viaggio ideale in cui la protagonista è la Puglia, così bella, fiera e forte della propria identità e valore, nonostante i tanti problemi ancora irrisolti.
Nei diversi contributi, tutti di grande spessore, si succedono speranze, opportunità, idee caratterizzate da un filo conduttore orientato al fare (soprattutto a fare bene), come ricordavamo, attraverso cose semplici.
Una ricostruzione tesa ad esaltare la quotidianità e la concretezza che consentono di ridisegnare territori, rilanciare attività economiche, aprire nuove prospettive anche per i nostri giovani.
Attraverso tali strumenti si potrà governare la complessità del nostro tempo, assumendo le decisioni più idonee a far fronte alle sfide dell’oggi e del domani.
Ecco perché il faro di quest’opera è quello di valorizzare il sapere fatto concretezza che, nel sistema globalizzato delle reti, può servire a tutti i pugliesi a scegliere la linea del maggior vantaggio, quella che consente di far evolvere i sistemi, anziché accontentarsi di procedere in direzione della minore resistenza.
Il percorso tracciato è alimentato dalla consapevolezza della importanza di costruire reti e consolidare relazioni, e dalla necessità di puntare sulle risorse del territorio pugliese, la bellezza del paesaggio e dell’ambiente, la cultura che trasuda dai luoghi della sua storia, le vocazioni plurime e multiformi della sua economia, la capacità di produrre innovazione delsistema delle reti universitarie e della ricerca.
“Rilanciare la sicurezza facendo cose semplici” è un libro che nasce con l’intento di portare all’attenzione del mondo politico e del legislatore le competenze e le esperienze dei professionisti della sicurezza sul lavoro per tentare di risolvere sempre di più l’annoso problema delle cosiddette morti bianche e degli infortuni sul lavoro, in primis. E per tentare di diffondere quanto più possibile il virus positivo della cultura della prevenzione.
Da anni, come CONFASSOCIAZIONI, Confassociazioni Sicurezza e come ANCORS, dialoghiamo con le Istituzioni, lanciano anche gridi di allarme perché il trend era già visibile da molto tempo. E per tali motivi, questa opera propone una visione secondo la quale lavoro, salute, sicurezza devono rappresentare una terna imprescindibile dove le persone si possano sentire protette, ma non obbligate dalle norme. E dove si ama lavorare in sicurezza perché si ama la vita.
Soluzioni semplici e pragmatiche, dunque, quali la semplificazione normativa (sempre in sicurezza) per le imprese più piccole, la qualità della formazione e dei formatori e la sua evoluzione verso il modello phygital, la premialità per le aziende che mantengono alti gli standard. Per arrivare poi all’obiettivo più importante (anche se più difficile) quale la creazione di un’Agenzia Nazionale per Sicurezza.
ADHD TRA SFIDE E OPPORTUNITÀ
Secondo il DSM-5, il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo che include difficoltà di attenzione, di concentrazione, di controllo degli impulsi, del livello di attività, di capacità di pianificazione, senza dimenticare la difficoltà di autoregolazione emotiva. La non conoscenza o una certa superficialità nell’individuare questo disturbo possono avere un impatto svantaggioso, se non addirittura dannoso, sia a livello personale, che scolastico, famigliare, lavorativo e sociale. Lo scopo di questo saggio è di contribuire nel dare informazioni di base sull’ADHD e di mettere in luce l’importanza di lavorare sui punti di forza delle persone con ADHD per poter valorizzare le loro capacità e interessi.
Progettare visioni complesse é la priorità dell’Area Vasta Smart e di chi innovando, come noi, ha preceduto i tempi. Lo raccontiamo in questa pubblicazione. Abbiamo iniziato a pianificare sviluppo e coesione sociale a partire dagli anni 2000. Era urgente soccorrere gli entroterra italiani attraverso la costruzione di un nuovo modello di rigenerazione e sostenibilità proprio come é ora richiesto dall’Agenda 2030 oltre il 2050 e dal Recovery Fund con il Pnrr. Parliamo della visione di un ecosistema trasformativo -dalle megalopoli alle città artificiali- che riunisce in grandi aree geografiche il nostro Paese valorizzandone l’identità, la storia, le architetture cittadine, le risorse ambientali e la salute pubblica, la cultura immateriale, la costruzione di Reti integrate di sistema.
L’ Area Vasta Smart ci proietta, così, oltre la grande crisi, oltre il Covid, oltre gli steccati dell’era pandemica.
Per comprendere il senso di questo libro, bisogna partire da una premessa strategica utile a contestualizzare i riflessi normativi e regolamentari dei processi di innovazione del sistema bancario e finanziario.
Siamo, infatti, dentro una grande rivoluzione tecnologica: quella della digital transformation. Un mondo nuovo che ha ancora tanto da raccontare e da descrivere. Per tale motivo, in questo lavoro, abbiamo analizzato i modelli di business del sistema bancario e finanziario determinati dalle nuove tecnologie di rete che stanno imprimendo alla nostra epoca un’accelerazione verso la creazione di nuovi mercati, nuove normative, nuove regolamentazioni.
Big Data e Advanced Analytics sono, infatti, al centro dei programmi di digital transformation della maggior parte delle istituzioni bancarie, mentre l’approccio data-driven sta influenzando e guidando il cambiamento di processi e modelli di business del settore finanziario.
Nel contempo, l’Unione Europea, la BCE (Banca Centrale Europea), l’EBA (European Banking Authority), la Banca d’Italia e le altre Autorità pubbliche sono chiamate a monitorare lo sviluppo della tecnologia in ambito finanziario con il difficile compito di salvaguardare l’interesse pubblico garantendo un equilibrio tra opportunità e rischi offerti dal processo innovativo, in particolare nell’ottica di tutelare i processi concorrenziali ma, soprattutto, i consumatori/clienti.
Tutto questo perché la regolamentazione esistente soffre il ritardo tra il “go to market” (l’effettivo inserimento sul mercato dell’innovazione di prodotto o servizio) e l’approccio normativo che, come sappiamo, ha livelli, strategie e tempi di applicazione spesso diversi sia a livello nazionale e, nel nostro caso, comunitario.
Senza poi dimenticare i possibili lati oscuri di questi processi innovativi conseguenti all’ingresso sul mercato delle grandi corporation del Big Tech (Google, Amazon, Facebook, Apple, Microsoft) e del sistema delle cryptovalute.
D’altra parte, i benefici che il mondo fintech sta portando in termini di innovazione, stabilità e inclusione sono indiscussi, ma la velocità e la pervasività dei cambiamenti introdotti causano nuovi rischi e timori, rendendo difficile per i regolatori tenere il passo delle novità introdotte. Per questo i servizi finanziari innovativi e le startup fintech devono prepararsi ad un’ondata di novità regolamentari.
Si sta infatti consolidando un sottoinsieme del Fintech, il cosiddetto RegTech che utilizza la IA e tecnologia per migliorare e velocizzare l’impatto dei processi normativi e di conformità attraverso i processi di automazione. In questo ambito, le principali aree da affrontare in termini di regolamentazione sono la cybersecurity e protezione dei dati, l’interoperabilità dei servizi Fintech all’interno della UE, la sperimentazione controllata delle nuove tecnologie e strumenti di stress-testing.
In particolare, bisognerà rendere note le modalità di funzionamento degli algoritmi, che dovranno quindi essere sviluppati in modo più semplice e comprensibile, per meglio adattarli ai meccanismi di controllo e agli standard legali e normativi. È arrivata l’era delle due diligence sugli algoritmi. Ecco perché l’unico possibile salto in avanti strategico non può che essere la Fintegration, l’integrazione a tappeto di tecnologie emergenti (cloud, blockchain, intelligenza artificiale, robo-advisory) come fattori abilitanti nel percorso di trasformazione verso il phygital, l’ibrido tra il fisico e il digitale.
Alla fine l’idea di fondo del libro è quella di essere pragmatici. L’innovazione è velocissima, la normativa è più lenta e per il sistema bancario e finanziario e le relative Autorità di Vigilanza l’orizzonte è incerto ma la strada da percorrere è tracciata. Integrarsi e governare le logiche di business e regolamentari del sistema Fintech per accompagnare il cambiamento anche in termini di tutela della clientela.
Uno dei punti cruciali del processo civile è costituito dalla fase della consulenza tecnica d’ufficio. Come è noto, ogni volta in cui il giudice ha necessità di risolvere questioni che richiedono specifiche competenze tecniche esperte nomina un consulente tecnico, scelto negli elenchi tenuti presso il Tribunale. In oltre il 50% dei processi le decisioni dei giudicirirendono sostanzialmente le conclusioni tecniche del CTU. Èquindi evidente che l’attività svolta dai CTU nel processo civile ha un ruolo molto importante perché da quest’ultima possono dipendere le sorti del giudizio.
Per questo, è stata avvertita da più parti l’esigenza di tendere alla nomina di consulenti tecnici che fossero esperti nella singola materia di competenza, ma anche che conoscessero le regole principali di regolare e corretto svolgimento del processo civile. Difatti, spesso accade che le consulenze tecniche siano affette da vizi di nullità od omissioni derivanti dal mancato rispetto dei principi cardine del processo civile primo fra tutti il principio del contraddittorio, oppure per l’acquisizione da parte del consulente di documentazione in modo cd. irrituale.
CONFASSOCIAZIONI si è subito fatta parte diligente e ha sostenuto questo percorso di sensibilizzazione del modo delle professioni sul tema della consulenza tecnica, nello spirito che la contraddistingue, quello di rilanciare l’Italia facendo cose semplici con un contributo fattivo nell’ambito della consulenza tecnica, e più in generale della giustizia civile.
Dopo aver organizzato una importante conferenza stampa presso la Camera dei Deputati, attraverso i coautori di quest’opera ha raccolto gli interventi dei relatori e il contributo di altri prestigiosissimi operatori del diritto e dell’economia per provare a dare un contributo alla Legge Delega di riforma del processo civile attualmente in Parlamento proponendo, in particolare, di regolamentare e la consulenza tecnica come “mezzo di prova” nella disponibilità delle parti, e non come mezzo solamente istruttorio.
È ora di passare ai fatti, definire alcuni punti fermi e segnare i passaggi da affrontare per rilanciare il nostro Paese. Un compito difficile perché viviamo in un mondo imprevedibile, inatteso, incerto. Ma noi siamo professionisti, manager, imprenditori di questo Paese e il nostro faro è un sapere reso pragmaticamente concretezza ed efficacia. Siamo tutti bravi e perfetti? Sicuramente no, ma siamo comunque mediamente in grado di fare quelle scelte manageriali che, nel sistema globalizzato delle reti, ci aiutano a seguire la linea del maggior vantaggio invece di quella della minor resistenza.

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