€17.00
Una risposta non breve alle tue paure sulla lingua inglese
Molte persone hanno paura di parlare inglese e, di conseguenza, di impararlo. Soprattutto in Italia. Tuttavia, i classici consigli cliché della serie “buttati”, “non ti giudica nessuno” o “non importa se fai brutta figura” non sembrano bastare a placare il timore dei parlanti, fomentato da un senso di forte autocritica e bassa autostima. Questo libro si impegna a guidare il parlante di inglese come lingua straniera nella selva oscura delle 7 paure e manie più comunemente associate alla lingua inglese (giudizio, errore, perfezionismo, figuraccia, nativo, italianità, età) fornendo una visione più attuale del ruolo dell’inglese oggi. L’obiettivo? Abbattere le paure con il ragionamento e la conoscenza della lingua.
L’essere umano ogni giorno incontra un mondo nuovo, la filosofia ha chiamato questo imbattersi quotidiano: meraviglia. La musica è lo svolgimento di questa storia, non come un fatto che riguarda il passato, ma come evento che continuamente accade…
Un libro per genitori, educatori e curiosi del linguaggio!
Accompagnare un bambino nello straordinario viaggio alla scoperta delle parole è un’esperienza ricca di emozioni e meraviglia. Questo libro ti guida passo dopo passo, con competenza e passione, nel sostenere lo sviluppo comunicativo e linguistico dei più piccoli.
Dalla comprensione delle tappe fondamentali dello sviluppo del linguaggio, alla scoperta di strategie pratiche per stimolarlo, In viaggio verso le parole offre:
Arianna Allegretti, logopedista e mamma, unisce scienza e cuore, trasformando le conoscenze professionali in strumenti utili per ogni adulto che desidera essere il miglior alleato del bambino nel viaggio verso le parole.
La visione diffusa della musica e del canto come discipline riservate al mondo dell’arte e dello spettacolo rischia di snaturare il nostro rapporto con una parte essenziale dell’espressività umana. Qui non si parla di arte, ma di riscoprire e valorizzare le importanti potenzialità espressive che abbiamo dall’esperienza di esseri parlanti e comunicativi, incominciando dall’ascolto.
La proposta è di porsi nella prospettiva di un processo che parta dal lavoro su sé stessi, confidando nel proprio corpo e nella capacità di autoapprendimento per riscoprire il “musicista” nascosto in ognuno di noi.
“In Nomine Matris” nasce dall’intento di condurre il lettore in un viaggio nella storia di un popolo in cui il culto della Madre era radicato ancor prima che le Sacre Scritture parlassero di Maria, esplorando forme narrative, usanze tipiche e caratteri identitari della devozione. In Sicilia il culto di Maria è saldo e radicato in ogni città, paese, contrada, ma ad oggi non esiste ancora una raccolta di tutti i nomi di Maria, delle usanze che li contraddistinguono, delle origini arcaiche dei culti, pertanto si è scelto di raccogliere le sfaccettature di queste tradizioni attraverso il contributo di parlanti nativi e da fonti storiche che dal XVI secolo sono arrivate fino ai giorni nostri. La ricerca segue il filo rosso delle connessioni più affascinanti tra le divinità femminili venerate nella terra di Sicilia e i volti di Maria, con un’osservazione attenta, curiosa, fedele allo spirito del popolo del tempo, nella volontà sociologica di rispettare la visione degli eventi da parte dei devoti che a ciascuno di essi attribuivano un senso ben definito.
Questo viaggio tra i primi duecento nomi di Maria conosciuti dal popolo siciliano è intessuto per dare spazio all’approccio storico, culturale e cultuale della devozione, con riferimenti ai luoghi, all’iconografia, all’etimologia dei titoli e alle radici del culto. Il testo si estende per 350 pagine, corredato di foto dei luoghi più significativi, dei simulacri, dei momenti di festa popolare, delle connessioni con le divinità pre-cristiane.
“L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni” è il racconto di un viaggio artistico e umano dentro l’Italia che scompare: quella dei borghi interni, delle tradizioni contadine, delle memorie tramandate oralmente. L’artista Irene Macalli si trasferisce a Pietraroja, nel Sannio, per realizzare un progetto di arte partecipativa con la comunità locale, mettendo al centro gli abitanti, le loro storie e i saperi radicati nel territorio. In un’Italia sempre più urbanizzata e distante dalle sue radici, l’arte diventa strumento politico e culturale per costruire nuove relazioni e riaffermare identità collettive. Tra dialoghi, esperienze di vita, critica sociale e riferimenti teorici, il libro si presenta come un atto di amore verso i piccoli comuni e le loro comunità resilienti.
Sottotitolo: Fattori imprescindibili per la conservazione della coppia
È un’utopia l’amore e come tale va trattato.
Il sottotitolo dell’opera (Fattori imprescindibili per la conservazione della coppia) guida il lettore alla scoperta di quell’entità bifronte che come si sa è estremamente fragile e problematica.
Stare, essere nella coppia, desiderare che sia appagante e durevole comporta una sorta di ammaestramento del proprio comportamento in vista dell’altro. Se ne deduce che la felicità non è casuale, ma il risultato di un impegnativo lavoro su se stessi che richiede apertura mentale e notevole tenuta psicologica.
Solo accettando gli spazi di libertà dell’altro e rifiutando l’idea di possesso, la felicità si materializza come qualcosa di tangibile e non un immaginario chimerico. Andrea ed Emma, i protagonisti del romanzo – di cui osserviamo molto dappresso le vicende, finanche quelle più riservate – si riveleranno detentori di questa verità.
Il racconto è un ricco scenario di vita vissuta, scandita da avvenimenti che in modo o in un altro modificano le abitudini della coppia, che se desidera sopravvivere deve imparare ad adeguarsi al subentro di nuovi elementi: i figli, il cambiamento della propria fisicità, finanche l’ampiezza del desiderio che non si esaurisce nel rapporto con il partner.

Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.