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Una risposta non breve alle tue paure sulla lingua inglese
Molte persone hanno paura di parlare inglese e, di conseguenza, di impararlo. Soprattutto in Italia. Tuttavia, i classici consigli cliché della serie “buttati”, “non ti giudica nessuno” o “non importa se fai brutta figura” non sembrano bastare a placare il timore dei parlanti, fomentato da un senso di forte autocritica e bassa autostima. Questo libro si impegna a guidare il parlante di inglese come lingua straniera nella selva oscura delle 7 paure e manie più comunemente associate alla lingua inglese (giudizio, errore, perfezionismo, figuraccia, nativo, italianità, età) fornendo una visione più attuale del ruolo dell’inglese oggi. L’obiettivo? Abbattere le paure con il ragionamento e la conoscenza della lingua.
Una mente aperta e una curiosità vivida non possono che spingere verso l’innovazione e la sperimentazione. La bellezza della musica contemporanea risiede nella sua capacità di trasformare il presente facendo risuonare la bellezza del futuro.
Progettare visioni complesse é la priorità dell’Area Vasta Smart e di chi innovando, come noi, ha preceduto i tempi. Lo raccontiamo in questa pubblicazione. Abbiamo iniziato a pianificare sviluppo e coesione sociale a partire dagli anni 2000. Era urgente soccorrere gli entroterra italiani attraverso la costruzione di un nuovo modello di rigenerazione e sostenibilità proprio come é ora richiesto dall’Agenda 2030 oltre il 2050 e dal Recovery Fund con il Pnrr. Parliamo della visione di un ecosistema trasformativo -dalle megalopoli alle città artificiali- che riunisce in grandi aree geografiche il nostro Paese valorizzandone l’identità, la storia, le architetture cittadine, le risorse ambientali e la salute pubblica, la cultura immateriale, la costruzione di Reti integrate di sistema.
L’ Area Vasta Smart ci proietta, così, oltre la grande crisi, oltre il Covid, oltre gli steccati dell’era pandemica.
Senti cosa ti dico è un libro che rompe i cliché e racconta la sordità senza pietismo né tecnicismi. Con tono schietto e umano, Anna Vernillo intreccia la propria esperienza personale con storie e riflessioni collettive, offrendo una guida chiara e concreta a chi vuole davvero capire. Dalla quotidianità invisibile delle persone sorde alle frasi che feriscono, dal ruolo della LIS al mito delle protesi “miracolose”, il libro costruisce un ponte tra chi sente e chi non sente, ricordando che la sordità non è un difetto da correggere, ma un modo diverso di vivere e comunicare.
Essere sereni e o soddisfatti si può e si deve. Non significa vivere senza regole o eccessi, ma esistere con sobria contenutezza e intelligenza emotiva. A differenza di altri testi e di altri studiosi, Educare fa bene alla salute di Antonella Demola è un vademecum che ci spiega la “forza curativa” della scuola che forma persone pensanti, realizzate e felici. La scuola rimane la più importante agenzia educativa per l’istruzione e la formazione dei giovani in cerca di una nuova collocazione categoriale, a causa della parentesi pandemica, con tutte le conseguenze di un disagio a livello psicologico e sociale che stenta ancora a scomparire.
Questo libro è stato scritto per illustrare una possibile via di uscita dal periodo di grande insicurezza nell’orientamento culturale che stiamo vivendo, mostrando che si può essere persone vincenti anche in un mondo in palese crisi di identità. Ciò non significa ricercare il successo a tutti i costi, ma predisporre i giovani a raggiungere la maturità conoscendo se stessi e il mondo che li circonda. Oltre ad alcune sezioni divulgative e motivazionali, il testo contiene un percorso educativo di sviluppo e di conoscenza del proprio Io, a partire dal riconoscimento e dalla gestione delle proprie emozioni con un metodo che l’Autrice chiama il Metodo dell’alfabetizzazione emotiva. È innegabile che le emozioni e i sentimenti siano alla base dell’apprendimento umano e dell’equilibrio personale, motivo per cui si fa sovente riferimento a evidenze psicologiche, scientifiche e nutrizionali. Altro elemento importante affrontato nel saggio è la possibilità di orientare le nuove generazioni all’ abilità di vivere mirando alla longevità e seguendo i principi e le finalità delle varie educazioni scolastiche, a partire da una educazione alimentare mediterranea e salutare, giacché il fine ultimo della persona umana è sì la conoscenza della realtà attraverso lo studio delle discipline, ma anche delle varie educazioni che la scuola propone per la crescita sana e stabile della propria personalità. Quest’ultima deve essere armonica (e non disturbata), altresì orientata a recepire i valori dell’autostima, dell’empatia e della sociabilità. Essere in armonia con il proprio corpo e la propria mente apre le porte ad una vita più appagata ed esemplare. Diventare nel tempo persone belle, buone e positive non è semplicemente una questione estetica e morale, ma significa potenzialmente migliorare la qualità della nostra esistenza in questo particolare decennio del XXI secolo.
L’Autrice offre ai lettori e a tutti coloro che sono impegnati a vario titolo nei processi formativi, in particolare a insegnanti, genitori e studenti, una chiave interpretativa per pensare a una nuova riforma della scuola immersa in un universo di individui disorientati dalla globalizzazione politicoeconomica in essere, dalla tecno-scienza trionfalistica e disumanizzante. Individui che nonostante tutto – in questa instabilità generale e interdipendenza etnica e culturale – sono sempre alla ricerca del benessere fisico, psichico e mentale. Finalità precipua a cui nessuno dovrà mai rinunciare, nonostante la “mutata natura” dell’agire umano. Urge, dunque, implementare un’educazione ai buoni sentimenti e un’educazione alla cittadinanza planetaria per le attuali e future generazioni del nostro Paese.

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