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filosofia

Cogito ergo donna

17.00

Manuale filosofico per donne che non chiedono il permesso

 

Essere donna, oggi, significa spesso muoversi tra ruoli che sembrano naturali ma che, a guardarli bene, sono il risultato di aspettative interiorizzate: figlia responsabile, professionista affidabile, amante disponibile, presenza rassicurante che tiene duro, che si adatta. Cogito ergo donna nasce per interrompere questa automatica adesione e riportare il pensiero al centro dell’esperienza femminile. Questo libro non è un percorso motivazionale, né una proposta di guarigione emotiva. È un manuale filosofico pratico applicato alla vita reale, pensato per donne che vogliono smettere di chiedere il permesso, agli altri e a se stesse, prima di scegliere.

Attraverso i grandi nodi dell’esistenza, il desiderio, il potere, la reputazione, la famiglia, il lavoro, l’amore, l’autrice accompagna le lettrici in un’indagine riguardante i meccanismi interiori che regolano le scelte, spesso prima ancora di potersene accorgere. Platone, Spinoza, Nietzsche, Schopenhauer non vengono citati per mera erudizione, ma applicati come lenti per imparare a stare al mondo, tra relazioni complesse e conflitti silenziosi che molte donne imparano a normalizzare.

Cogito ergo donna è un invito a pensarsi, ripensarsi, e assumersi la responsabilità esistenziale di ciò che si sceglie di diventare.

 

Testimonianze di un vedente

17.00

Nella sua villa affacciata sulla costiera Agrigentina, Romeo, cieco e ormai ottantenne, detta a Ettore la storia della propria vita. Non vuole lasciare un ricordo personale, ma offrire all’umanità una testimonianza capace di aiutare a comprendere l’esistenza, il dolore e soprattutto l’amore. Quando la cecità lo colpisce in gioventù, Romeo precipita nella disperazione, ma la filosofia è la prima a tendergli la mano, insegnandogli che la luce più autentica risiede nell’anima, dove nessuna oscurità può arrivare. Fondamentale in questa rinascita è l’incontro con Maria, l’amore della sua vita, con cui vive un legame puro, fatto di parole, presenza e ascolto profondo. Dopo la sua scomparsa, dieci anni prima dell’inizio del racconto, Romeo rimane sospeso tra nostalgia e resilienza, continuando a dialogare con il suo ricordo per non smarrire la retta via. È per questo che oggi racconta: perché chi legge possa scoprire che anche nel buio più fitto esiste una via luminosa, e che la vera vista nasce dall’anima, non dallo sguardo. E solo allora, forse, si potrà finalmente raggiungere ciò che ha sempre percepito oltre il buio: la pace che esiste dove lo sguardo umano non arriva.