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poesia

Particolarmente sensibile

18.00

Particolarmente sensibile è il lungo attraversamento di un’anima che ha conosciuto il dolore fino in fondo e ha deciso, nonostante tutto, di non smettere di sentire. Per dieci anni Silvia Di Comite annota ciò che le trema dentro: frammenti di poesia, confessioni sussurrate, notti insonni, ricordi che bruciano e gesti che salvano. Il lettore percorre con lei la distanza fragile che separa la perdita dalla rinascita, l’abbandono dall’auto-ritrovarsi. È un viaggio che non procede in linea retta: si inciampa, arretra, riparte, si ostina. Ma in ogni passo si avverte un desiderio irriducibile di vita. Questo libro è la testimonianza sincera di una sensibilità che non chiede scuse, che impara a diventare forza, che accetta le proprie crepe come porte da cui entra la luce. Silvia non racconta solo la sua storia: consegna al lettore un riflesso, uno spazio riconoscibile dove ogni cuore fragile può sentirsi meno solo. Un’opera intima, necessaria, che illumina senza fare rumore. Una voce giovane e profondamente umana che sa parlare alle parti più silenziose di noi.

 

Lettere d’amore ad una sconosciuta

16.00

 

Toccando ogni forma d’amore, le sue poesie riescono in maniera forte, sentita e pungente, ad arrivare al cuore di chi legge: È l’amore in tutte le sue forme che muove il mondo.

La sua poesia non è ricercata, pensata, costruita… ma una poesia diretta,

una poesia che tutti e tutte, possono dedicare al loro amore vissuto, sperato, finito… o mettere in una bottiglia, gettarla in mare per qualsiasi sconosciuto o sconosciuta dall’altra parte del mondo.

A volte le lumache d’inverno

16.00

In un momento cruciale della sua esistenza, una donna si ritrova a fare i conti con parole mai dette e azioni mai compiute. Un incontro insolito in giorni silenziosi d’inverno, dà inizio a un percorso introspettivo fatto di ricordi, riflessioni, che sfociano in racconti nel racconto, che la guidano verso una rivelazione profonda e inattesa. In prosa e poesia, il libro si sviluppa come una spirale ascendente, dove i piani del tempo si intrecciano e si fondono, uniti da una sottile inquietudine che si trasforma, pagina dopo pagina, in una delicata sublimazione poetica delle emozioni.

Terapia del dolore

15.00

Il dolore di una relazione tossica non è un urlo, ma un sussurro continuo, logorante, che ti accompagna anche nel sonno. È un giardino che sembrava fiorito, ma in cui ogni fiore è finto, dipinto con colori rubati alla tua vita. E quando finalmente ti stacchi non ne esci illesa. Ti porti via pezzi di te che non torneranno più, ma anche in quella rovina, se guardi bene, c’è una promessa: che il tuo cuore, seppur ferito, può ancora ricordare come si batte per sé stesso e nessun altro. Questo è quello che è successo a Veronica. Non si vive una relazione tossica, ma si sopravvive a essa e oggi, purtroppo, sono molte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da parte del proprio partner. La società patriarcale in cui malauguratamente ancora viviamo sostiene la cultura del possesso, la donna diviene oggetto e non merita rispetto, da nessun punto di vista. Riconoscere un rapporto disfunzionale non è semplice, soprattutto quando ci si è così tanto dentro, proprio come è successo a Veronica. La voce che emerge in questa silloge è la voce di tutte le donne che si sono illuse e hanno idealizzato l’amore in maniera errata. Raccontare una relazione tossica significa anche compiere un atto di giustizia interiore, è riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, della propria dignità. È ricordarsi che il rispetto non è un premio, ma un diritto. Che l’amore non basta, se non è gentile e soprattutto, è sapere che, anche se a brandelli, si può rinascere.

L’arte della mancanza. Nessuno escluso. Con le poesie di Raffaele Donato

17.00

La mancanza. Carenza o desiderio? Monotonia o diversità? Dolore o rinascita? Attraverso questi racconti la mancanza verrà sezionata e scoperta, coccolata e annientata fino ad arrivare ad entrare a grandi falcate nelle vite dei personaggi. Attraverso i loro travolgenti occhi cartacei scopriremo l’assenza, quest’arte infinita e informe che ci accomuna tutti sin dal primo respiro. Esseri piccoli in un universo incredibilmente grande si sentono svantaggiati in partenza e sperano di colmare il vuoto che li attanaglia poiché tutto il resto, la realtà, è pienezza. Non importa dove l’uomo sia collocato all’interno del tempo o della realtà, perché il suo essere trascende le trame di questi gettandosi a braccia aperte verso il dolore più profondo.

Corpi al buio

15.00

notturni pensieri

Un bugiardino di relazioni ed emozioni complesse.

Questa poesia, in modo naturale, permette di ri-conoscersi senza censure ed edulcorazioni.

Permette di rendersi liberi. Permette, se permettete il gioco di parole, di darsi permessi.

La poesia dell’autore dona la possibilità di rispecchiarsi nelle emozioni più temute: quelle sperimentate nell’incontro con se stessi.

I mille metri o dell’urgenza del nascere

15.00

I mille metri sono quelli percorsi dal cammino metaforico dell’autrice attraverso la propria parte più intima e in connessione con essa. La poesia è la forma eletta a linguaggio di traduzione del suo caparbio lavoro di scavo interiore per conoscere la composizione della propria essenza, con l’osservazione anatomica dei suoi moti in un continuo respiro tra dentro e fuori, tra discesa e salita, tra morte e urgenza di rinascita. Chi si aprirà all’ascolto del modo in cui questa raccolta poetica risuona al proprio animo, comprenderà quanto la ricerca delle parole, con la loro forza evocativa, sia stata parte integrante del viaggio. E forse avrà voglia di trovarsi un giorno con le scarpe rotte e le mani sporche di terra e di inchiostro, e tra le dita germogli da offrire alla luce del sole.