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psichiatria

Zona mista

17.00

Una vita giocata ai tempi supplementari

DISPONIBILE IN PREORDINE

E IN ANTEPRIMA AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO 2026

DAL 14 AL 18 MAGGIO 2026 

 

Si può anestetizzare un sogno per paura di deludere il mondo? Luce ha vent’anni e un futuro che sembra già scritto tra le corsie di un ospedale. Per tutti è la studentessa modello che ha lasciato la sua Calabria per inseguire la sicurezza di un camice bianco, ma dentro di lei batte un cuore rossonero che non accetta compromessi. Per Luce, il Milan non è solo una squadra, ma la bussola dei suoi sentimenti, il rifugio sicuro tra le luci di San Siro, l’unico posto dove il rumore del mondo finalmente si spegne. Mentre cerca di incastrare i libri di anatomia con la passione viscerale per lo sport e la disciplina appresa in anni di ginnastica artistica, Luce combatte una guerra silenziosa contro Nox, l’ombra della depressione che prova a rubarle ogni colore.

Zona Mista racconta questa metamorfosi, il viaggio di una ragazza che impara a disimparare le aspettative degli altri per giocare finalmente la propria partita. Dalla polvere della provincia al sogno del giornalismo sportivo, Luce ci conduce nei suoi tempi supplementari, quel momento della vita in cui, tra una rinuncia e una scoperta, si trova finalmente il coraggio di essere se stessi. Un romanzo viscerale sulla ricerca dell’identità, dedicato a chi ha avuto la forza di perdere la strada pur di ritrovare la propria luce.

L’arte più grande è l’arte di vivere

17.00

DISPONIBILE IN PREORDINE DA OGGI FINO ALl’11 MAGGIO

 

L’arte più grande è l’arte di vivere, ma vivere per davvero. Per molto tempo ho vissuto in bilico, sull’orlo di un precipizio altissimo dal quale rischiavo di cadere, ogni giorno. Nessuno poteva comprendere, neppure me stessa, incapace com’ero di tracciare un confine netto tra la malattia e la mia identità. Non so dire se si possa mai guarire del tutto, ma so per certo che le ferite dell’anima, anche le più piccole, possono bruciare più di una costola rotta.

Ho toccato il fondo, scoprendo l’esistenza di un abisso che avrebbe potuto inghiottirmi, se solo gliel’avessi permesso. Ed è stato allora, che ho smesso di avere paura di vivere. Attraverso i ricordi e le pagine scritte di un diario di bordo, racconto il mio viaggio attraverso i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA).

Scrivo per rendere visibile l’indicibile. Affinché tu sappia di non essere solo. Affinché i genitori capiscano che non si tratta di ingratitudine, ma di una battaglia feroce combattuta in silenzio, tra strati di felpe troppo larghe e pasti volutamente dimenticati. Scrivo per dar voce a tutti quei mostri che minacciavano di torturarmi, per dimostrare che sconfiggerli è possibile, una tappa alla volta.