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Milano storie minime

Milano, storie minime
Una metropoli due visioni diverse. Due autori differenti nel modo di mettere in scena il teatro umano che, ogni giorno, spontaneamente, prende vita per la strada. Ma un comune denominatore: la medesima necessità di creare racconti, trasformando attimi di normalissima quotidianità in piccole commedie, reali o surreali, recitate da attori del tutto inconsapevoli. I due autori raccolgono e danno un preciso significato a quella quotidianità, con due regie, ovviamente, differenti. Enzo Rocca sfrutta le scenografe della città come cornice naturale e spesso riconoscibile in cui inserire le proprie storie e i propri personaggi. Alberto Scibona concentra maggiormente la sua attenzione sulla teatralità dei gesti, delle posture e della mimica per ottenere, spesso, effetti ironici e grotteschi. La strada è teatro, il teatro è vita, la vita è teatro.

Milan, minimal stories
One metropolis two different visions. Two different authors in the way of staging the human theater that spontaneously comes to life on the street every day. But a common denominator: the same need to create stories, transforming moments of normal everyday life into small comedies, real or surreal, performed by completely unaware actors. The two authors collect and give a precise meaning to that everyday life, with two, obviously, different directions. Enzo Rocca, exploits the city’s scenery as a natural and often recognizable frame in which to insert his own stories and characters. Alberto Scibona focuses his attention more on the theatricality of gestures, postures and mimicry to often obtain ironic and grotesque effects. The street is theatre, the theater is life, life is theatre.

testttt

0.10

Si può viaggiare rimanendo fermi ed è proprio quello che fa ogni giorno “Il controllore”, il protagonista di questo piccolo gioiello di poche pagine. Un uomo solitario che frequenta la stazione così assiduamente da meritarsi questo appellativo. Tutti i giorni osserva i treni e i suoi viaggiatori, gli cuce addosso storie che non ha il coraggio di vivere in prima persona. Riuscirà a salire su quel treno che i suoi occhi inseguono ogni giorno?

 

Il segreto del minareto di Puglia

8.00

Vito De Benedetto racconta una delle storie più straordinarie del nostro territorio legate al Minareto di Puglia.
Una costruzione voluta dal nobiluomo fasanese Damaso Bianchi a seguito di un suo viaggio nei paesi islamici e che oggi grazie al FAI è ridiventata un simbolo di un arricchimento culturale e della lungimiranza del suo ideatore.
Vito De Benedetto si lascia sedurre dall’architettura di questa moschea in piena Selva di Fasano, disegnando e raccontando una leggenda davvero istruttiva e adatta a bambini di ogni età.
Una curiosità per i più piccini: il libro è da colorare.

Il mio punto di vista

10.00
Attraverso questo piccolo volume, Paolo esplica e dimostra materialmente, come si possa raggiungere ogni risultato senza sprecare tempo. Un mix di episodi reali ben resi attraverso una scrittura di getto, semplice e fluida, farcita di ricordi e condita di propositi. Si invita il lettore a porsi nelle condizioni di guardare sempre lontano e di camminare per centrare ogni obiettivo. Ogni parola che viene ripetuta più volte ha proprio il compito di sottolineare l’importanza del concetto di base espresso, attraverso una scrittura talvolta sedimentale. Nella vita quel che conta è il punto di vista di ogni cosa.
Copertina interamente ideata e creata da Enzo Fumarola. 

Medesimo sole

10.00
Due meravigliose penne, l’una accanto all’altra, quella di Ermelinda Prete e Davide Simeone, per un libro che vi lascerà davvero senza parole.

“Medesimo/Sole” racchiude due racconti totalmente diversi dedicati all’amore ma che conducono nello stesso luogo.
Un cammino, una passione, un amore.
Un libro dedicato a chi vaga alla ricerca di risposte.
A chi abbandona per non perdere. A chi sa che la vita scappa nell’attimo stesso in cui cerchi una risposta. A chi si basta da solo. A chi sa che infondo, si sta bene solo dove non siamo. A chiunque abbia capito che quello che conta è essere innamorati dell’amore.

Il ritorno

10.90

Antonio torna nella sua città dopo essere stato lontano a lungo a causa del lavoro. Il suo primo pensiero è andare sotto il balcone di Cristiana, una donna che non ha smesso di amare nonostante i chilometri si ostinino a dividerli. Che siate o meno stati a Napoli questo racconto vi ci catapulterà costringendovi a sentire ogni odore, sapore e suono della città partenopea.

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