Splendore futuro
€13.00C’è un solo modo per prendersi gioco del tempo soprattutto quando il “passato non torna”: riempire il “presente di poesia” così da poter vivere di uno “splendore futuro”
C’è un solo modo per prendersi gioco del tempo soprattutto quando il “passato non torna”: riempire il “presente di poesia” così da poter vivere di uno “splendore futuro”
Agenda 2022
Ière na volte i jère tànne quanne, ‘a lebbrètte, l’avèvene ques tutt’ quànde.
Un piccolo quadernetto con la copertina nera con cui, la buona madre di famiglia, sI occupava di tutto. S’alzava molto presto al mattino per preparare la gavetta al marito che andava a lavorare a “giornate”, mentre lei badava alla casa, ai figli e andava a fare la spesa.
Andava da Bellina, un piccolo alimentari vicino casa, per prendere il pane e altre cose che servivano per dar da magiare ai suoi figli. Al momento del conto la frase era sempre la stessa: «Bellì, sìgne sòp’ ‘a lebbrètte.»
Solo nei giorni di festa era possibile mangiare carne. Si andava dò Pulàcc per comprare duò tacch di carne per il sugo. Al momento del conto il rituale era sempre lo stesso: «Grazie ù mè, signe sòp’ ‘a lebbrette.»
È così era per tante famiglie umili e oneste che chiùdevene i cùnd ogni sabato per ricominciare, poi, il lunedì successivo, quelle più fortunate avevano il capofamiglia che lavorava all’Italsider di Taranto e saldavano il debito mensilmente.
‘A lebbrètte… Un passato non tanto lontano dove, per chiudere un accordo, bastava una stretta di mano guardandosi negli occhi…
Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima e quel passato, non tanto lontano, era abitato da persone umili e oneste che ‘a lebbrètte era solo un quaderno dove si scrivevano “appunti” perché qualsiasi cosa si chiedeva e si otteneva guardandosi negli occhi.
Oggi ‘a lebbrètte non esiste più… Paghiamo in forma “digitale”. Possiamo comprare di tutto anche restando a casa o attraverso il telefonino…
Come sarebbe bello ricominciare a guardarci negli occhi.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2016 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2018 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2019 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2020 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2021 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
In una Milano stravolta dall’improvviso arrivo del Covid, un gruppo di musicisti che ha come ritrovo una storica trattoria, affronta le inevitabili difficoltà di una città paralizzata, cercando nella musica una possibile risposta alla sofferenza e al disagio generati dalla pandemia. Il romanzo ripercorre i quattordici contrappunti dell’Arte della Fuga, alternandoli a corrispondenze via mail, telefonate, chat e discussioni sui social dei protagonisti della storia. In primo piano, il doloroso percorso di una Rsa, ferita aperta della città, luogo dove un’intera generazione sta drammaticamente scomparendo. É una partitura composta a più mani, con la consapevolezza che una volta conclusa l’emergenza, la musica non riuscirà certo a cambiare il mondo, ma generando bellezza potrà forse renderlo migliore.
Questa non è una semplice storia di passione e d’amore. È un incontro tra anime che cambierà l’intero corso della vita dei protagonisti. E dei lettori. Quando si ama come Anastasia ed Elia la strada è solo una, farsi travolgere dall’amore, farsi trasportare anche quando la razionalità dovrebbe fermarti, è percepire il filo che ci lega ad una persona appena incontrata e sfidare la morte per salvarla. Ritrovarsi in condizioni di avversità e tirare fuori le unghie, vivere situazioni precarie e sentire di essere nel posto giusto perché si sta facendo quello che si deve, amare. Anche al costo della vita. Questo libro ci ricorda che l’amore non deve mai essere misurato in quantità di tempo. Quando arriva bisogna abbattere i muri e viverlo, a pieno, che sia per una settimana o per i prossimi cento anni.
Si può viaggiare rimanendo fermi ed è proprio quello che fa ogni giorno “Il controllore”, il protagonista di questo piccolo gioiello di poche pagine. Un uomo solitario che frequenta la stazione così assiduamente da meritarsi questo appellativo. Tutti i giorni osserva i treni e i suoi viaggiatori, gli cuce addosso storie che non ha il coraggio di vivere in prima persona. Riuscirà a salire su quel treno che i suoi occhi inseguono ogni giorno?
Vito De Benedetto racconta una delle storie più straordinarie del nostro territorio legate al Minareto di Puglia.
Una costruzione voluta dal nobiluomo fasanese Damaso Bianchi a seguito di un suo viaggio nei paesi islamici e che oggi grazie al FAI è ridiventata un simbolo di un arricchimento culturale e della lungimiranza del suo ideatore.
Vito De Benedetto si lascia sedurre dall’architettura di questa moschea in piena Selva di Fasano, disegnando e raccontando una leggenda davvero istruttiva e adatta a bambini di ogni età.
Una curiosità per i più piccini: il libro è da colorare.
AGENDA 2023
II EDIZIONE
“siamo tutti d’accordo che la dieta la cominciamo da lunedì, vero?” – Mamma Adriana