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Penelope e il cuore

15.00

l’amore da cogliere

“Penelope ci insegna saggezza, costanza, perseveranza; in questo tempo veloce e virtuale, ci mostra il dono del saper aspettare attivamente. Lei è arguta, non dipende da nessuno e sopratutto ama in maniera sana se stessa. Ci vorrebbe una Penelope per ogni donna recisa dal giardino della vita, ci vorrebbe un Ulisse a difesa degli uomini retti e amorevoli che ancora, per fortuna, esistono”.

Per amore di Olga La storia di come sono diventata mamma

15.00

La travagliata storia storia di una coppia che cerca di adottare una bambini bielorussa di nome Olga. La storia di un amore incondizionato di una coppia di genitori verso la loro nuova figlia. Un’unica parola d’ordine “Amore”, quello dei bambini che aspettano il sorriso di qualcuno che li rimetta in pace con un mondo che non hanno scelto, quello di genitori disposti a ogni sacrificio per avere un figlio a cui donare se stessi. E poi l’attesa, la paura di non riuscire, l’angoscia che alla fine diventa felicità. Felicità purissima, urlata a squarciagola perché non c’è emozione più grande dell’essere genitore. Così come non c’è “Amore” più grande di quello che possono darti una madre e un padre.

Poesimmagini

14.00

Immagini disegnate a parole.

Disegni sociali, come il ritratto dell’emigrante sulla porta di un supermercato in cerca di carità con il suo ostinato buongiorno a ogni cliente, ma eternamente sconfitto per la nostra “indaffarata indifferenza”.
Disegni intimi nel tracciare il profilo del “limite” che ogni persona crescendo si trova a dover accettare rispetto al proprio corpo e alla propria salute.
Disegni di bambini quasi abbandonati al sonno nel canto di una ninna nanna, purtroppo, solo pensata per una culla in realtà troppo lontana.
Disegni di Natura di fronte alla bellezza del sole, con il suo occhio giallo, quella di un soffitto di foglie all’ombra di un bosco, o per un semplice alberello di limoni.
Disegni della vita che grida per non morire dentro una “bolla” di apnea quotidiana.

 

Prof infame per te solo lame

15.00
Mentre spiego uno rifà il letto (ordini di mamma, dice).
Altri due sono in pigiama. Un’alunna mi dice che va a prendere il collirio per gli occhi. Un altro segue la lezione in giro per casa alla ricerca del wifi. Uno ha il dito rotto da tre mesi e non può scrivere. Uno si collega dal giardino perché dice che in casa non ci sono stanze libere. Il suo amico è sul balcone perché in casa non prende internet. A un altro suonano sempre il campanello e deve andare a vedere chi è. Ci mette dagli otto ai quindici minuti ogni volta. E anche io mi domando chi è che suona sempre al mio studente quando fa lezione con me. Che poi non si può nemmeno uscire di casa. So che un suo compagno abita di fronte a lui, allora gli chiedo di controllare dalla finestra e fare la spia.
Quello più cattivo ha escogitato una cosa diabolica: ha messo la webcam di fronte alla tv. Vedo le sue partite alla play. Sta giocando la Champions con il Frosinone. Quando segna, gli omini esultano facendomi il medio.
Un giorno è comparsa la bidella alle 8 in punto. Dice che il Preside le ha detto di controllare assenze e ritardatari.
“Perché tanto non abbiamo niente da fare”, dice. Ha anche cominciato a seguire le lezioni, ogni tanto alza pure la mano. Sulle capitali va fortissimo.
Gol del Frosinone. Ha segnato Fermolla al 52’.

Quando il divino ti sfiora preghiere, poesie, pensieri

13.00

Affastellare pensieri in versi, modellare parole di luce, musicare i silenzi di un animo gentile, che sempre s’interroga sul rumoreggiare confuso del mondo. Analizzare la bellezza del creato, riuscendo a guardare oltre il visibile, annientando l’oscurità del tempo attraverso la fede. Qual è il confine tra il vedere e l’osservare? Quando si smette si sentire per cominciare ad ascoltare? Quanto rumore fanno i nostri pensieri? Quanto pesano i sogni infranti? E soprattutto, quanto grande è la nostra fede?

Questo taccuino

15.00

Il tempo. Per tutti è sempre poco. Per ogni scrittore pochissimo. Sì perché la passione per la scrittura deve scontrarsi poi sempre con mille impegni tra lavoro, famiglia, spese, progetti…
E allora come si fa? Rinunciare a scrivere? Accettare il silenzio della penna e di tutti i colori della propria anima d’artista? In pratica l’abisso senza fondo, la morte dell’arte stessa.
Da questo problema, cercando una soluzione nasce il libro. Questo taccuino, ma davvero questo che vedi e che forse leggerai.
Un semplice regalo per un giovane autore senza tempo, poche pagine bianche da riempire con rapidi appunti. Ma di qui il miracolo: nuove piccole storie in fiore che prendono a crescere sempre di più, sempre di più fino alla fine. Sette storie.
Ecco la genesi del libro. E non solo. Perché il taccuino resta. La fine non è vera. Dopo l’ultima storia ecco per te delle pagine bianche. Ora il taccuino è tuo. Perché non ci provi? Scrivere, buttare fuori pensieri e storie. Vincere la sfida del tempo per lasciare qualcosa di te.

Perché non ci provi con questo taccuino?

Racconti Divini 2017

13.00

Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2017 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso. ​

Racconti diVini 2023

13.00

Il vino, mai come questa volta, è il racconto della vita.
Quella degli autori, che si sono messi in gioco e hanno trasformato e fatto fermentare le proprie idee sotto forma di parole. Che in questo libro di racconti sono state messe insieme per il piacere di chi legge.

Rilanciare il management facendo cose semplici. Cosa fare e perché farlo

13.00

È ora di passare ai fatti, definire alcuni punti fermi e segnare i passaggi da affrontare per rilanciare il nostro Paese. Un compito difficile perché viviamo in un mondo imprevedibile, inatteso, incerto. Ma noi siamo professionisti, manager, imprenditori di questo Paese e il nostro faro è un sapere reso pragmaticamente concretezza ed efficacia. Siamo tutti bravi e perfetti? Sicuramente no, ma siamo comunque mediamente in grado di fare quelle scelte manageriali che, nel sistema globalizzato delle reti, ci aiutano a seguire la linea del maggior vantaggio invece di quella della minor resistenza.

Rilanciare l’Italia facendo cose semplici. Cosa fare e perché farlo

13.00

Dopo il grande successo della prima edizione abbiamo deciso di ampliarla con il contributo di diversi #autori, nuove idee e nuovi protagonisti, perché come dice il nostro economista preferito ➡  “Per rilanciare l’#Italia serve allora un colpo di reni evocativo, un nuovo deal, un nuovo orizzonte di cose semplici da fare per ritrovare quello che abbiamo perso durante la crisi: il nostro pensiero #felice”.
Pronti per un nuovo #PianoDiVolo?