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La vita di Maria Stella scorre come un treno: tra stazioni, coincidenze, abitudini e incontri casuali, ogni viaggio riflette le sue trasformazioni interiori. Tra bagagli invisibili, attese, piccoli miracoli quotidiani e ricordi che riaffiorano, racconta il peso e la leggerezza del quotidiano, la scoperta di sé e delle proprie radici, il confronto con il passato e le scelte che plasmano il presente. Un percorso di crescita, perdite e riconciliazioni, in cui ogni fermata svela un frammento di vita, strato dopo strato.
Cosa ci vuole per costruire un brand partendo da zero?
Un po’ di stoffa (in tutti i sensi), una macchina da cucire che non ti tradisca alla prima asola, e una buona dose di testardaggine mista a caffè. In questo romanzo autobiografico cucito su misura, Sara racconta il suo percorso tra forbici, sogni e determinazione, arricchendo il tutto con tutorial sartoriali semplici anche per chi è alle prime armi.
È un libro per chi ha un sogno, un ago e almeno una volta ha googlato “come non impazzire mentre insegui la tua passione.”
“Sono nata così o lo sono diventata?”. Questa è la domanda che per anni ha tormentato la protagonista del libro. La depressione tenuta nascosta al mondo dietro un’apparente vita fantastica per sfuggire alla discriminazione.La lotta contro l’autolesionismo, il disturbo alimentare, l’ira, una diagnosi di disturbo bipolare di tipo II, una di disturbo borderline, anni di cure farmacologiche, un ricovero in una clinica psichiatrica.
Eppure dal dolore si può rifiorire, attraverso l’accettazione dei traumi e della sofferenza che accomuna ogni essere umano, andando oltre le apparenze, in un percorso di crescita verso una nuova consapevolezza.
Cosa mi sarei persa vuole essere la voce di chi ha perso la speranza, per ricordare che la vita può sempre sorprendere, al di là di ogni difficoltà.
SOS Mamma. Il segreto per togliersi il pigiama e risplendere nuovamente è più di un manuale: è un abbraccio, una scossa e una guida concreta per tutte le donne che si ritrovano a dover essere tutto, per tutti, dimenticandosi spesso di sé stesse.
Attraverso consigli pratici, riflessioni sincere e spunti motivazionali, questo libro accompagna mamme e donne nel loro percorso post parto, aiutandole a ritrovare equilibrio, autostima e cura personale, anche tra poppate, pannolini, compiti e impegni familiari. Perché essere madre non significa smettere di essere donna.
Capitolo dopo capitolo, imparerai che toglierti il pigiama non è un atto banale, ma il primo passo per tornare a risplendere. Dentro casa. Fuori. E dentro te stessa.
Ho smesso di combattere la serpe. Ho imparato a danzare con lei. Non voglio più una vita in bianco e nero. Voglio i colori, le sfumature. Il veleno è la medicina. E ora so che tutto quello che la vita mi metterà davanti… sarà per me, non contro di me.
La travagliata storia storia di una coppia che cerca di adottare una bambini bielorussa di nome Olga. La storia di un amore incondizionato di una coppia di genitori verso la loro nuova figlia. Un’unica parola d’ordine “Amore”, quello dei bambini che aspettano il sorriso di qualcuno che li rimetta in pace con un mondo che non hanno scelto, quello di genitori disposti a ogni sacrificio per avere un figlio a cui donare se stessi. E poi l’attesa, la paura di non riuscire, l’angoscia che alla fine diventa felicità. Felicità purissima, urlata a squarciagola perché non c’è emozione più grande dell’essere genitore. Così come non c’è “Amore” più grande di quello che possono darti una madre e un padre.
Il dolore di una relazione tossica non è un urlo, ma un sussurro continuo, logorante, che ti accompagna anche nel sonno. È un giardino che sembrava fiorito, ma in cui ogni fiore è finto, dipinto con colori rubati alla tua vita. E quando finalmente ti stacchi non ne esci illesa. Ti porti via pezzi di te che non torneranno più, ma anche in quella rovina, se guardi bene, c’è una promessa: che il tuo cuore, seppur ferito, può ancora ricordare come si batte per sé stesso e nessun altro. Questo è quello che è successo a Veronica. Non si vive una relazione tossica, ma si sopravvive a essa e oggi, purtroppo, sono molte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da parte del proprio partner. La società patriarcale in cui malauguratamente ancora viviamo sostiene la cultura del possesso, la donna diviene oggetto e non merita rispetto, da nessun punto di vista. Riconoscere un rapporto disfunzionale non è semplice, soprattutto quando ci si è così tanto dentro, proprio come è successo a Veronica. La voce che emerge in questa silloge è la voce di tutte le donne che si sono illuse e hanno idealizzato l’amore in maniera errata. Raccontare una relazione tossica significa anche compiere un atto di giustizia interiore, è riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, della propria dignità. È ricordarsi che il rispetto non è un premio, ma un diritto. Che l’amore non basta, se non è gentile e soprattutto, è sapere che, anche se a brandelli, si può rinascere.

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