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La vita di Maria Stella scorre come un treno: tra stazioni, coincidenze, abitudini e incontri casuali, ogni viaggio riflette le sue trasformazioni interiori. Tra bagagli invisibili, attese, piccoli miracoli quotidiani e ricordi che riaffiorano, racconta il peso e la leggerezza del quotidiano, la scoperta di sé e delle proprie radici, il confronto con il passato e le scelte che plasmano il presente. Un percorso di crescita, perdite e riconciliazioni, in cui ogni fermata svela un frammento di vita, strato dopo strato.
Nessun influencer è stato maltrattato durante la stesura di questo libro. #STORIEDAMILANOSUD
“Questo libro non è solo una raccolta di aneddoti legati alla sua storia calcistica e alla sua crescita personale, ma un faro che illumina il mio cammino e spero possa fare lo stesso per chiunque lo leggerà.
Perché, alla fine, ciò che conta è che le storie di chi amiamo non vengano mai dimenticate e che il loro sogno continui a vivere tra le pagine dei nostri ricordi.”
dalla prefazione di Daniela Fumarola
Anita è una bimba vivace e curiosa. Quando diventa una bella adolescente ha cieca fiducia nell’amicizia e nell’amore, grazie alle persone che ha la fortuna di incontrare sul suo cammino e ad Alessandro, il primo ragazzo che le fa battere il cuore. Cresce Anita nella convinzione che la vita vada vissuta pienamente e che sia necessario dare spazio alle proprie passioni, in tutto quello che si fa. Così, segue un corso di studi che la porta a contatto con la natura, contravvenendo alla volontà di suo padre e andando incontro a mille difficoltà, tra cui la necessità di dover, a un certo punto, scegliere un lavoro diverso da quello per cui ha studiato, per non rinunciare al suo desiderio di indipendenza. Diventa una donna forte, che non si accontenta, fonte d’amore per se stessa e per chi la circonda. Realizza il suo sogno d’amore con Paolo, mentre ne insegue un altro, il più importante, il più desiderato, che a un certo punto diventa una fioriera di dolore.
Stefania Beschi in questo Nella cantina di Anita traccia il percorso di vita, dall’importante impronta autobiografica, di una donna forte, che nella bellezza della sua esistenza si ritrova a tu per tu con la ricerca della maternità, resa angosciante dallo scorrere del tempo. L’autrice trascina il Lettore in una storia coinvolgente e ammaliante, che regala vivide sensazioni e quella luce di speranza, linfa vitale per l’umanità.
Il protagonista vero vorrei che fosse lui, il golf, soprattutto lui con le sue qualità ed i suoi stupendi insegnamenti, con i suoi grandi personaggi a cui mi sono ispirato per cercare di diventare un uomo migliore ed un professionista di golf più capace.
Ho sempre evitato di perdere tempo per la voglia di raggiungere nuovi obiettivi e mi piace pensare che, cimentandomi nel racconto, possa trovare una nuova motivazione per realizzare ancora qualcosa di bello, qualcosa che magari mi è sfuggito e che spero di riscoprire tra le parole che andrò a scrivere.
Non è mia intenzione pensare ad una vera e propria autobiografia. Comprendo in fondo l’inadeguatezza di chi vuole raccontarsi sapendo già di non aver inventato la ruota e nemmeno di aver scoperto qualcosa che ha cambiato le sorti dell’umanità.
Che senso poi avrebbe… sono semplicemente un uomo che ha realizzato il sogno che aveva sin da bambino. Un uomo fortunato e credo fortemente che io debba restituire al golf tutto ciò che mi è possibile, per il tanto bene che ha prodotto nella mia vita; ho bisogno di farlo per un fortissimo senso di gratitudine, di riconoscenza nei suoi confronti e so già che sarò sempre in debito.
Ecco, mi piace di più pensare di essere semplicemente un suo tramite per farsi conoscere, con le sue bellissime oggettive qualità, quelle che magari sfuggono a chi non ha avuto la fortuna di viverlo nella sua interezza come il sottoscritto.
In un momento cruciale della sua esistenza, una donna si ritrova a fare i conti con parole mai dette e azioni mai compiute. Un incontro insolito in giorni silenziosi d’inverno, dà inizio a un percorso introspettivo fatto di ricordi, riflessioni, che sfociano in racconti nel racconto, che la guidano verso una rivelazione profonda e inattesa. In prosa e poesia, il libro si sviluppa come una spirale ascendente, dove i piani del tempo si intrecciano e si fondono, uniti da una sottile inquietudine che si trasforma, pagina dopo pagina, in una delicata sublimazione poetica delle emozioni.
Il dolore di una relazione tossica non è un urlo, ma un sussurro continuo, logorante, che ti accompagna anche nel sonno. È un giardino che sembrava fiorito, ma in cui ogni fiore è finto, dipinto con colori rubati alla tua vita. E quando finalmente ti stacchi non ne esci illesa. Ti porti via pezzi di te che non torneranno più, ma anche in quella rovina, se guardi bene, c’è una promessa: che il tuo cuore, seppur ferito, può ancora ricordare come si batte per sé stesso e nessun altro. Questo è quello che è successo a Veronica. Non si vive una relazione tossica, ma si sopravvive a essa e oggi, purtroppo, sono molte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da parte del proprio partner. La società patriarcale in cui malauguratamente ancora viviamo sostiene la cultura del possesso, la donna diviene oggetto e non merita rispetto, da nessun punto di vista. Riconoscere un rapporto disfunzionale non è semplice, soprattutto quando ci si è così tanto dentro, proprio come è successo a Veronica. La voce che emerge in questa silloge è la voce di tutte le donne che si sono illuse e hanno idealizzato l’amore in maniera errata. Raccontare una relazione tossica significa anche compiere un atto di giustizia interiore, è riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, della propria dignità. È ricordarsi che il rispetto non è un premio, ma un diritto. Che l’amore non basta, se non è gentile e soprattutto, è sapere che, anche se a brandelli, si può rinascere.

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