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Chi bella vuole apparire

17.00

In un mondo che ci bombarda ogni giorno con ideali di perfezione irraggiungibili, “Chi bella vuole apparire…” è un invito a riscoprire il corpo come casa e non come prigione.

Attraverso esperienze personali, riflessioni, ricerche e una buona dose di ironia, l’autrice ci accompagna in un viaggio delicato e potente: quello verso un rapporto più autentico e gentile con noi stesse.

Non troverai l’ennesima lista di regole su come imparare ad amarti “in tre semplici mosse”, ma storie vere — le sue e quelle di tante donne — che parlano di insicurezze, vergogna, riscatto e libertà.

Tra sorrisi, momenti di commozione e piccole rivoluzioni interiori, questo libro ricorda che il nostro valore non si misura in chili, centimetri o like, e che la bellezza autentica nasce nel momento in cui smettiamo di combattere contro noi stesse.

Un inno all’imperfezione, alla forza che c’è in ogni cambiamento e alla straordinaria unicità di essere semplicemente umane.

Ops .. via dei gatti

20.00

Via del Corso è pervasa da mille profumi: dall’odore dei caffè e delle brioche nelle prime ore del mattino, all’odore degli arrosti che si diffonde per la strada più tardi. Per non parlare delle frittelle! E i gatti si sa non resistono a certi profumi. Così i micetti vagano per la strada miagolando, in cerca di cibo. Ma con tutti questi gatti qualcuno dà di matto! Non resta che farli catturare. Sarà allora che il cinismo della bella signora Elsa si scontrerà con la tenacia dei protagonisti, Gaia e Leo. I quali cercheranno di mettere in salvo i cuccioli mossi soprattutto dall’apprensione per la signorina Agatina, una donna che nei gatti ha trovato la cura alla sua solitudine.

Tra rapimenti e fuga in mongolfiera, i ragazzi metteranno in atto diversi piani e vivranno mille emozioni.
Ce la faranno a salvare i gatti da un destino ormai segnato? E, soprattutto, riusciranno a mostrare la vera bellezza all’intera comunità?

Amigdala La memoria delle emozioni

15.00

La storia di Carlo e Marta è narrata in un breve romanzo psicologico. Un apparente incidente automobilistico costringe la coppia, sposata ormai da diversi anni, a dover riflettere sulla loro esistenza comune. Lui si ritrova “addormentato” ma quello che dovrebbe essere un coma farmacologico si rivela, in realtà, una “dipendenza”. Tale alterazione della coscienza non viene esplicitata, né menzionata, ma si intuisce dalla figurazione retorica che prende animo nel personaggio cui viene affidato per le cure necessarie: un’infermiera che lo “culla come fosse suo figlio”, dalla quale lui non riesce a liberarsi.
Si intuisce un’altra dipendenza, questa volta “affettiva” della voce narrante, che nel corso del ricovero ospedaliero – prima del marito e successivamente suo – mette in dubbio la logica del vivere, la sua intera esistenza, arriva a capovolgere interamente la realtà, sentendosi vittima e artefice di un matrimonio difficile; sente la necessità di un cambiamento che non riesce a prender vita se non con brevi versi di respiri poetici. Il testo è infatti, talvolta, accompagnato dalla poesia che rende più efficace il senso della prosa narrativa.

Il Bar dei sogni

19.00

Giacomo e Mariadele hanno un segreto: riescono a varcare la barriera dell’immaginazione e a raggiungere il Bar dei sogni per incontrare la loro amata nonna. In questo luogo sereno possono vivere insieme a lei esperienze passate ma anche nuove. Sogno e realtà si intrecciano, si confondono e si sovrappongono, rendendo tutto (o quasi) possibile!
Questa storia lascia ai piccoli lettori la speranza che si possa davvero mantenere vivo il ricordo di chi non fa più parte della nostra vita, con un pò di fantasia e tanto divertimento.

Il Bar dei sogni sostiene la ricerca A.I.E.N.P , scopri di più sul progetto:

“Ho cercato con determinazione e caparbietà il modo per pubblicare questa storia. Con il Bar dei sogni sono riuscita a trasformare il dolore e veicolarlo in qualcosa di utile, bello ed eterno.
Durante il lockdown mia madre è stata colpita da una malattia cosiddetta rara, ovvero che colpisce poche pochissime persone.
Una sera ho iniziato a raccontare una storia ai miei bimbi, e mano a mano annotavo le idee e le immagini che mi venivano in mente, mentre la malattia di mamma avanzava inesorabile e dilaniava una famiglia intera con il dolore che portava con se.
Qualche tempo dopo ho ripreso quella nota. L’ho riletta, mi piaceva. L’ho modificata, e l’ho messa su in file word. “E ora, che faccio?”, pensavo. Era lì sul pc, la aprivo e la rileggevo di continuo. Dovevo darle un “senso”.
È così il viaggio è iniziato. Ho contattato una consulente letteraria che mi ha aiutato a dare alla storia un’impronta meno personale e una fruibilità di più ampio respiro, adattandola a qualunque forma di distacco e di perdita.
Ho poi condiviso la storia con l’Aienp (Associazione Italiana Encefaloptie da prioni), con l’intento di “mettere a servizio” dell’associazione il mio testo, per la sensibilizzazione sulle malattie rare.
Ho così iniziato ad affacciarmi nel mondo dell’editoria. Ho visitato fiere del libro, stretto mani, mandato email, creato contatti. Dovevo cercare un editore che volesse credere nel mio progetto.
Il passo successivo è stato quello di cercare lo stile giusto per le illustrazioni della mia storia. Il giorno in cui ho visionato il portfolio di Cristina Spagarino non ho avuto dubbi, l’avevo trovata.
Così le ho proposto di salire a bordo e abbiamo continuato la ricerca.
Poi un giorno, è arrivata la proposta di Paolo Giacovelli.
Da un grande dolore si è aperto così il varco di un’avventura bellissima.
La pubblicazione del Bar dei sogni è l’occasione per poter parlare di malattie rare, di cui si parla sempre troppo poco perché – banalmente purtroppo – interessa a pochi.
Le malattie rare non sono solo brutte (come tutte malattie) ma tolgono l’elemento essenziale che serve sempre per poter lottare fino alla fine: la Speranza.
Quella solitudine e quel senso di incertezza che accompagnano le persone affette da malattie rare e i loro caregiver fa paura, terrorizza, e talvolta crea imbarazzo.
Ma purtroppo fa parte della VITA, e allora io credo che sia bene combattere quella paura e quella vergogna, e condividere una esperienza che può essere di aiuto, e perché no, di esempio.
Grazie, grazie di cuore a chi vorrà sostenere il mio progetto e a chi fa e farà parte della mia piccola battaglia.”
Crisa

In allegato il mio CV

17.00

Piccolo atto di ribellione contro l’aziendalese

Quante volte hai fissato il cursore che lampeggia su una pagina bianca, cercando di comprimere anni di lavoro, notti lunghe e decisioni difficili in tre righe che non sembrino la lista della spesa della tua vita?

Io quel cursore l’ho fissato per ore.

Per anni ho scritto per grandi brand, ma quando ho dovuto raccontare me stessa ho usato lo stesso linguaggio vuoto dei CV: problem solver, dinamica, orientata ai risultati. È l’aziendalese. Un dialetto fatto di parole gonfie, nato per appiattire storie umane dentro caselle standard. Una lingua che non dice niente e, soprattutto, non dice te.

Questo libro nasce quando ho deciso di smettere. Dalla lettera motivazionale al profilo LinkedIn, fino alla negoziazione dello stipendio, ti accompagno a dare alla tua carriera una voce che sia davvero tua.

Perché c’è qualcosa di profondamente ingiusto in un mercato che chiede a tutti di parlare uguale: più siamo costretti a usare le stesse parole, più il valore reale delle persone scompare. Questo libro è un atto di resistenza, piccolo e concreto: riportarti al centro della tua storia, farti smettere di essere solo un nome su un foglio e restituirti il diritto di non assomigliare a nessun altro.

 

Oltre me

17.00
Perché oltre non è un posto lontano dove cercare rifugio. Oltre è dentro di te.

Valeria ha un dono raro: una sensibilità profonda che le permette di percepire ciò che gli altri non colgono. Fin da bambina si sente diversa, ma per paura di non essere amata decide di soffocare la parte più autentica di sé. Così cresce con un sorriso impeccabile, ignorando il vuoto che le pulsa dentro.

Ma il vuoto non si lascia zittire. È la vita stessa, con i suoi imprevisti e le sue cadute, a costringerla a fermarsi e a guardarsi davvero. Dopo una serie di prove che la mettono in ginocchio, Valeria capisce di dover andare oltre.

Con il suo spirito un po’ nomade cambia città più volte, inseguendo un senso di pace che sembra sempre sfuggirle. Finché non comprende che la meta che cerca non è fuori, ma dentro di lei. Valeria è lo specchio di una società frenetica che, per paura di guardarsi dentro, riempie il silenzio con mille distrazioni. Ma da se stessi non si può scappare: l’unica strada è imparare a coltivare il proprio equilibrio interiore e trovare quella centratura che permette di restare saldi anche quando la vita, fuori, è tempesta.

Il tuo gatto ti parla: i consigli del veterinario per comunicare con lui

18.00

Il tuo gatto ti parla ogni giorno… con il corpo, con gli occhi, con i suoni e con gesti sottili che spesso passano inosservati. Ma sai davvero cosa ti sta dicendo?

In “Il tuo gatto ti parla: ecco i consigli del veterinario per comunicare con lui”, il dott. Manuel Mastrelli – medico veterinario con anni di esperienza – ti accompagna alla scoperta del misterioso linguaggio felino e ti aiuta a comprendere meglio le problematiche sulla salute del tuo animale.Imparerai a decifrare segnali posturali, vocalizzi, espressioni e comportamenti quotidiani del tuo micio. Scoprirai come rispondere in modo appropriato alle sue esigenze, prevenire stress e incomprensioni e trasformare la convivenza in un’esperienza ancora più ricca e gratificante.

Grazie a consigli pratici, esempi concreti e spiegazioni chiare, questo libro ti aiuterà a creare una comunicazione autentica con il tuo gatto, rafforzando il legame e migliorando il suo benessere fisico ed emotivo.

“Il tuo gatto ti parla” non è solo un manuale: è un viaggio nel cuore del mondo felino, per imparare a parlare davvero la sua lingua e costruire una relazione profonda e serena con il tuo compagno di vita.

 

La signorina tu mi stufi – la taglia unica non esiste

18.00

Cosa ci vuole per costruire un brand partendo da zero?

Un po’ di stoffa (in tutti i sensi), una macchina da cucire che non ti tradisca alla prima asola, e una buona dose di testardaggine mista a caffè. In questo romanzo autobiografico cucito su misura, Sara racconta il suo percorso tra forbici, sogni e determinazione, arricchendo il tutto con tutorial sartoriali semplici anche per chi è alle prime armi.

È un libro per chi ha un sogno, un ago e almeno una volta ha googlato “come non impazzire mentre insegui la tua passione.”

I mille metri o dell’urgenza del nascere

15.00

I mille metri sono quelli percorsi dal cammino metaforico dell’autrice attraverso la propria parte più intima e in connessione con essa. La poesia è la forma eletta a linguaggio di traduzione del suo caparbio lavoro di scavo interiore per conoscere la composizione della propria essenza, con l’osservazione anatomica dei suoi moti in un continuo respiro tra dentro e fuori, tra discesa e salita, tra morte e urgenza di rinascita. Chi si aprirà all’ascolto del modo in cui questa raccolta poetica risuona al proprio animo, comprenderà quanto la ricerca delle parole, con la loro forza evocativa, sia stata parte integrante del viaggio. E forse avrà voglia di trovarsi un giorno con le scarpe rotte e le mani sporche di terra e di inchiostro, e tra le dita germogli da offrire alla luce del sole.

Nina la scatolina

14.00

La bellezza del cambiamento
Nina la scatolina è un racconto fantastico che parla di amicizia e del potere che questo sentimento può avere sulla vita di ognuno di noi.
La protagonista insegna che il cambiamento può essere rinascita, riscoperta e rivelazione di quel che siamo. Esponendoci al mondo scopriamo la nostra forza, la nostra complessa bellezza che, se pur ci appartiene, troppo spesso ci è sconosciuta.
Nina accoglie le difficoltà, trasforma gli ostacoli in opportunità, da inizio ad una nuova vita più emozionante e soddisfacente. Lei e la sua inusuale famiglia sono il perfetto esempio di quanto diverso sia bello, nuovo sia stimolante. Perché restare chiusi in sé stessi, seppure in una condizione comoda, non sempre è la cosa giusta da fare. Forza motrice del cambiamento saranno le persone che la circondano ed amano, ognuno a modo proprio: è grazie a loro che Nina tira fuori la sua sorprendente e necessaria unicità. Unicità nella quale ogni lettore può magicamente ritrovarsi.

Umani ControSensi

16.00

Centoventitre storie brevi, talvolta brevissime, legate da un filo sottile: il disincanto, l’ironia amara, lo straniamento, in una parola la “malincomicità”.
Uno stile asciutto, privo di ornamenti superflui, a tratti irriverente, pervaso di un’inquietudine tanto giocosa quanto mesta.
I personaggi non hanno nome, non sono individui col loro Io caratterizzato a tutto tondo, ma non sono nemmeno tipi fissi. Si tratta di persone della quotidianità di questo tempo incerto e fluido, gente che possiamo incontrare ogni giorno sul lavoro, per strada, nei bar e ristoranti, ognuna con le sue ansie, illuminazioni, conquiste, sconfitte definitive o non. Un quadro spesso grottesco che nasconde una tragicomica ricerca di senso, là dove in apparenza un senso non c’è.
C’è spazio anche per ciò che umano non è, ma che con l’umano ha in comune la stessa natura.
Anche gli autori non si rivelano: compito del lettore scoprire la mano che si cela dentro ogni storia.

Lo psicologo sotto l’ombrellone

18.00

Uscire dal setting, la psicologia fuori dai luoghi comuni

La psicologia non può essere solo “cura” ma deve tornare a essere un bene universale dell’umanità. Scorrendo le pagine del libro si è provato, partendo da un irriverente ombrellone, a fare una panoramica sui temi che riguardano l’uomo, dal dialogo che instauriamo con quelle parti a noi nascoste nell’ombra, alla ricerca della felicità, passando attraverso il mondo delle emozioni, delle relazioni, del rapporto tra mente e corpo e del tanto e sempre citato stress; con uno sguardo rivolto al futuro. Aprendo poi, senza indugio, la finestra socchiusa della tecnologia e affrontando il tema di come essa possa influire sulla nostra mente, ma senza alcun giudizio o condanna. Questo volume vuole stimolare la curiosità verso il nostro mondo interiore senza troppe incursioni tecniche e teoriche, un libro per tutti, per riscoprire se stessi.

Un libro che insegna a togliere, più che aggiungere.

 

 

La mezza sirena

17.00

 

La mezza sirena è il racconto autobiografico di Anna, una donna nata con una malformazione al piede che ha segnato profondamente il suo corpo, la sua infanzia e il suo modo di stare nel mondo. Crescendo, Anna impara a convivere con il senso di diversità, con il dolore silenzioso e con la difficoltà di sentirsi completa. Sarà il sogno dell’America, e in particolare della California, a diventare la sua bussola: un altrove capace di restituirle leggerezza, identità e possibilità. Un viaggio fisico ed emotivo che attraversa fragilità, desiderio di appartenenza e rinascita, fino alla scelta più importante della sua vita.

Tutti pazzi tranne me… quasi. Sopravvivere al caos senza perdere la testa

17.00

Nelle pagine di questo libro si intrecciano dolore e rinascita, paura e coraggio. Federica Pinna racconta la propria esperienza e offre strumenti di mindfulness per affrontare le sfide interiori che ognuno di noi conosce: ansia, fragilità, smarrimento. È un invito a non arrendersi, a cercare la propria luce, a credere che da ogni ferita possa nascere nuova forza.

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