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La mezza sirena è il racconto autobiografico di Anna, una donna nata con una malformazione al piede che ha segnato profondamente il suo corpo, la sua infanzia e il suo modo di stare nel mondo. Crescendo, Anna impara a convivere con il senso di diversità, con il dolore silenzioso e con la difficoltà di sentirsi completa. Sarà il sogno dell’America, e in particolare della California, a diventare la sua bussola: un altrove capace di restituirle leggerezza, identità e possibilità. Un viaggio fisico ed emotivo che attraversa fragilità, desiderio di appartenenza e rinascita, fino alla scelta più importante della sua vita.
In una Milano stravolta dall’improvviso arrivo del Covid, un gruppo di musicisti che ha come ritrovo una storica trattoria, affronta le inevitabili difficoltà di una città paralizzata, cercando nella musica una possibile risposta alla sofferenza e al disagio generati dalla pandemia. Il romanzo ripercorre i quattordici contrappunti dell’Arte della Fuga, alternandoli a corrispondenze via mail, telefonate, chat e discussioni sui social dei protagonisti della storia. In primo piano, il doloroso percorso di una Rsa, ferita aperta della città, luogo dove un’intera generazione sta drammaticamente scomparendo. É una partitura composta a più mani, con la consapevolezza che una volta conclusa l’emergenza, la musica non riuscirà certo a cambiare il mondo, ma generando bellezza potrà forse renderlo migliore.
passo dopo passo
Il viaggio servito è molto più di un semplice diario di viaggio: è l’inizio di una storia.
Quando Nico e Raffi si sono incontrati, non avrebbero mai immaginato quanto un’avventura potesse avvicinarli, rivelare il meglio di loro stessi e sfidarli a riscoprirsi continuamente. Il viaggio servito è il racconto di due anime che, attraverso luoghi e culture lontane, hanno imparato a conoscersi davvero, in un dialogo fatto di chilometri, risate, silenzi e scoperte.
Questo libro invita anche te a partire, ad ascoltare la tua strada e a lasciarti trasformare; che questa sia anche solo a 10 km da casa non è importante. Se sei alla ricerca di risposte o semplicemente curioso di vivere attraverso gli occhi di altri, qui troverai un’esperienza che potrebbe cambiare il tuo modo di vedere il mondo… e te stesso.
Il protagonista vero vorrei che fosse lui, il golf, soprattutto lui con le sue qualità ed i suoi stupendi insegnamenti, con i suoi grandi personaggi a cui mi sono ispirato per cercare di diventare un uomo migliore ed un professionista di golf più capace.
Ho sempre evitato di perdere tempo per la voglia di raggiungere nuovi obiettivi e mi piace pensare che, cimentandomi nel racconto, possa trovare una nuova motivazione per realizzare ancora qualcosa di bello, qualcosa che magari mi è sfuggito e che spero di riscoprire tra le parole che andrò a scrivere.
Non è mia intenzione pensare ad una vera e propria autobiografia. Comprendo in fondo l’inadeguatezza di chi vuole raccontarsi sapendo già di non aver inventato la ruota e nemmeno di aver scoperto qualcosa che ha cambiato le sorti dell’umanità.
Che senso poi avrebbe… sono semplicemente un uomo che ha realizzato il sogno che aveva sin da bambino. Un uomo fortunato e credo fortemente che io debba restituire al golf tutto ciò che mi è possibile, per il tanto bene che ha prodotto nella mia vita; ho bisogno di farlo per un fortissimo senso di gratitudine, di riconoscenza nei suoi confronti e so già che sarò sempre in debito.
Ecco, mi piace di più pensare di essere semplicemente un suo tramite per farsi conoscere, con le sue bellissime oggettive qualità, quelle che magari sfuggono a chi non ha avuto la fortuna di viverlo nella sua interezza come il sottoscritto.
I racconti autobiografici di Vito Enzo Casavola sono collegati agli anni 1950-55 a Castellaneta e sono caratterizzati da uno spiccato senso di realismo dei sentimenti e da una sorta di malinconico ottimismo. Il testo è dedicato a Giada, Francesco e Vito. Quest’ultimo è l’io bambino dell’autore e gli altri due sono amici che lo hanno esortato a raccontare i suoi ricordi d’infanzia e adolescenza relativi al periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Tra le pagine rintracciamo moltissimi spunti relativi alla civiltà contadina e artigiana, al rapporto tra città e campagna, che fanno da sfondo rispetto alla vicenda fondamentale imperniata sul rapporto del vivacissimo protagonista Vito: le sue amicizie, il suo primo indimenticabile amore e l’ineludibile indagine introspettiva, le inquietudini, le decisioni. In Enzo Casavola è quindi sovrano un anelito all’Amore che assurge a un valore assoluto di VITA.
DIARIO DI UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA TEMPESTA è molto più di un libro: è una lettera d’amore, un testamento emotivo, una carezza consegnata al futuro. Leonardo Ciancaglioni, con straordinaria sincerità e delicatezza, racconta il suo percorso di vita segnato dalla malattia, ma illuminato da valori profondi, passioni autentiche e soprattutto dall’amore in tutte le sue forme.
Attraverso pagine cariche di emozione e verità, l’autore ci accompagna in un viaggio tra ricordi, paure, speranze e sogni. La montagna, simbolo della sua rinascita, diventa metafora perfetta del cammino umano: fatto di salite faticose, ma anche di panorami che tolgono il fiato.
Una storia vera, intensa e piena di coraggio, che insegna a non rimandare mai la felicità, a vivere ogni giorno come fosse unico, e a lasciare il segno, non negli anni… ma nelle emozioni.
Ho smesso di combattere la serpe. Ho imparato a danzare con lei. Non voglio più una vita in bianco e nero. Voglio i colori, le sfumature. Il veleno è la medicina. E ora so che tutto quello che la vita mi metterà davanti… sarà per me, non contro di me.

Giuseppe –
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