Lettere allo specchio
€11.00Non smettere mai di lottare per cio che credi sia giusto o adatto a te.
Non smettere mai di lottare per cio che credi sia giusto o adatto a te.
Toccando ogni forma d’amore, le sue poesie riescono in maniera forte, sentita e pungente, ad arrivare al cuore di chi legge: È l’amore in tutte le sue forme che muove il mondo.
La sua poesia non è ricercata, pensata, costruita… ma una poesia diretta,
una poesia che tutti e tutte, possono dedicare al loro amore vissuto, sperato, finito… o mettere in una bottiglia, gettarla in mare per qualsiasi sconosciuto o sconosciuta dall’altra parte del mondo.
Inabissarsi, danzare, riemergere, e sfiatare, e quando sfiati intorno solo fiori azzurri e canti eterni.
“Sospeso fra risata e pianto, il prosimetro di Andrea Franceschetti svela la propria doppia natura di regesto riflessivo e di fulmineo produttore di motti di spirito, lapsus, calembours, vere o false etimologie e giochi di parole a bizzeffe. […] Luogo d’incontro e talora di scontro fra un’astrazione punteggiata di profondi valori umani e una corporeità tutta contemporanea, la scrittura non ha paura nemmeno di trattenere in sé tanto le impuntature liriche di una tensione poetica pascolianamente esposta quanto i principi e i dettami di una matematica che mira all’arcano dei processi conoscitivi piuttosto che all’agire in superficie del mero calcolo. […] Il risultato è un’opera di grande godibilità e leggerezza, che però s’impegna a far pensare […]”
Alberto Bertoni
Particolarmente sensibile è il lungo attraversamento di un’anima che ha conosciuto il dolore fino in fondo e ha deciso, nonostante tutto, di non smettere di sentire. Per dieci anni Silvia Di Comite annota ciò che le trema dentro: frammenti di poesia, confessioni sussurrate, notti insonni, ricordi che bruciano e gesti che salvano. Il lettore percorre con lei la distanza fragile che separa la perdita dalla rinascita, l’abbandono dall’auto-ritrovarsi. È un viaggio che non procede in linea retta: si inciampa, arretra, riparte, si ostina. Ma in ogni passo si avverte un desiderio irriducibile di vita. Questo libro è la testimonianza sincera di una sensibilità che non chiede scuse, che impara a diventare forza, che accetta le proprie crepe come porte da cui entra la luce. Silvia non racconta solo la sua storia: consegna al lettore un riflesso, uno spazio riconoscibile dove ogni cuore fragile può sentirsi meno solo. Un’opera intima, necessaria, che illumina senza fare rumore. Una voce giovane e profondamente umana che sa parlare alle parti più silenziose di noi.
“Parzialmente sereno” è un viaggio in tutte quelle emozioni così intense da poter essere spiegate solo attraverso parole intraducibili provenienti da tutto il mondo. Un viaggio comune ad ogni essere umano, attraverso sofferenza e gioia, alla ricerca del parziale sereno nel cielo non sempre terso della psiche.
l’amore da cogliere
“Penelope ci insegna saggezza, costanza, perseveranza; in questo tempo veloce e virtuale, ci mostra il dono del saper aspettare attivamente. Lei è arguta, non dipende da nessuno e sopratutto ama in maniera sana se stessa. Ci vorrebbe una Penelope per ogni donna recisa dal giardino della vita, ci vorrebbe un Ulisse a difesa degli uomini retti e amorevoli che ancora, per fortuna, esistono”.
Per stanotte, basta è una raccolta poetica che attraversa la notte, la memoria e le forme irregolari dell’amore, quelle che difficilmente trovano posto dentro definizioni convenzionali. Tra Roma, musica, assenze e resistenza emotiva, l’autrice costruisce una voce intima e lucida, capace di trasformare inquietudine e verità in parole. Le poesie dialogano con lettere e frammenti di Franco Califano, presenti nella seconda parte del libro come controcanto umano, notturno e malinconico.
Per stanotte, basta richiama una frase che, almeno una volta nella vita, tutti abbiamo pensato. Quando il rumore dei pensieri diventa troppo forte. Quando la vita corre più veloce di noi. Una tregua breve, forse soltanto per una notte. Prima che torni il mattino. Perché a volte restare vivi, attraversare il buio e sentire ancora qualcosa, a volte, basta.
Oltre quattrocento poesie ritrovate che accompagnano il lettore in un mondo tra onirico e reale, tra sentimentale e sociale.
Immagini disegnate a parole.
Disegni sociali, come il ritratto dell’emigrante sulla porta di un supermercato in cerca di carità con il suo ostinato buongiorno a ogni cliente, ma eternamente sconfitto per la nostra “indaffarata indifferenza”.
Disegni intimi nel tracciare il profilo del “limite” che ogni persona crescendo si trova a dover accettare rispetto al proprio corpo e alla propria salute.
Disegni di bambini quasi abbandonati al sonno nel canto di una ninna nanna, purtroppo, solo pensata per una culla in realtà troppo lontana.
Disegni di Natura di fronte alla bellezza del sole, con il suo occhio giallo, quella di un soffitto di foglie all’ombra di un bosco, o per un semplice alberello di limoni.
Disegni della vita che grida per non morire dentro una “bolla” di apnea quotidiana.
Affastellare pensieri in versi, modellare parole di luce, musicare i silenzi di un animo gentile, che sempre s’interroga sul rumoreggiare confuso del mondo. Analizzare la bellezza del creato, riuscendo a guardare oltre il visibile, annientando l’oscurità del tempo attraverso la fede. Qual è il confine tra il vedere e l’osservare? Quando si smette si sentire per cominciare ad ascoltare? Quanto rumore fanno i nostri pensieri? Quanto pesano i sogni infranti? E soprattutto, quanto grande è la nostra fede?
Carica dirompente, ironica lucidità, parole che scombinate si combinano pur di colorare il senso di un vissuto, di un visto e fatto, talvolta sfatto dal dubbio ironico e a tratti impertinente. Con spasmodica ricerca il poeta vaga tra mille parole, inciampando tra le domande in posa, adornate d’assonanze e dissonanze. Senza mille aspettative, ma con urgenza, Erasmo svela l’interiorità di un mondo che imbelletta di forma e ritmo.
Attraverso consapevoli giochi di parole, riesce a fornire una visione simultaneamente multipla e unitaria della vita e delle sue contraddizioni, con sentir-rigetto, per usare le parole dello stesso poeta che non ama, però, esser definito poeta.
tra poesie d’amore e fotografie
Tradurre le sfumature dell’anima in parole, interpretare i sentimenti e le emozioni, viverle per poterle rendere vive attraverso uno strumento, il mio strumento per eccellenza: la poesia.
Dopo la prematura scomparsa di mia moglie e la perdita di mio padre pochi anni prima, la mia anima, come una barca in balia delle onde, si lascia navigare cavalcando il mare del cuore, le sue increspature e le onde travolgenti. Da qui l’esigenza di racchiudere le espressioni del mio essere in una raccolta di poesie, il cui leitmotiv è l’inno alla vita in tutte le sue sfaccettature. L’esigenza di esistere, di trasmettere e di dire ciò che alberga nell’anima. Un’ urgenza alla quale è impossibile sottrarmi, seguendo il filone della mia ispirazione, che è quella della continua eviscerazione dell’amore in tutte le sue forme e complessità.
In fine, le immagini accostate alle poesie, come un catalizzatore, fissano le parole nel profondo permettendo alle parole stesse di essere interiorizzate, metabolizzate ed infine essere tradotte in un brivido che corre lungo la schiena, o in una dolce lacrima che accarezza il volto; in un sorriso che taglia il viso in due o in un’aspra delusione per parole che fanno rabbia.
“È strano: quando scrivo respiro. Ho quasi la sensazione di rinascita.
Peccato però, che io non possa riscrivere il passato. Posso solo raccontare per accettare e accettare per sopportare.”
Una donna che precipita nel buio. Una madre che perde la speranza su
di un asfalto che puzza di dolore. Una famiglia scomposta che riesce a
ristabilire gli ordini attraverso la forza del loro sapersi stringere e amare.
Ma soprattutto il dolore di una madre che, travolta dalla paura, precipita nel vortice di ricordi anneriti e di sogni da ritrovare.
La storia dolorosa di un incidente che tutto smorza e cambia, ma soprattutto la storia di una rinascita che ha il profumo della vita, una vita tutta ancora da vivere.