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Ci sono luoghi che non ti hanno visto nascere, ma ti fanno sentire come se fossi sempre appartenuto a loro. Per Claudio, quel luogo è Torino. Nato e cresciuto a Roma, Claudio ha viaggiato a lungo alla ricerca di qualcosa che nemmeno lui sapeva definire. Ha fatto e disfatto zaini e con il tempo ha capito che il viaggio più vero non è quello che ti porta lontano, ma quello che ti avvicina a te stesso. Questo è il racconto sincero di un percorso fatto di partenze, ritorni, illusioni e rivelazioni. Una storia che parla di perdita e di rinascita, di città che lasciano il segno, di cambi di rotta inattesi.
Un libro che racconta cosa succede quando il viaggio diventa ascolto.
E magari scopri che casa può essere anche dove non l’avevi mai cercata. Un viaggio autentico, per chi sa che sentirsi a casa non è questione di confini, ma di verità.
“Nel segno dell’infinito – Riscoprirsi nello spettro” è il libro di Giorgia Favia, soprano e divulgatrice sullo spettro autistico, che racconta il suo viaggio di consapevolezza dopo una diagnosi ricevuta in età adulta. Attraverso la scrittura, l’autrice narra le sfide, le domande senza risposta e la trasformazione che l’ha portata a vedere il suo passato sotto una nuova luce.
Questa toccante autobiografia non è solo la storia di una ragazza che scopre di essere autistica, ma anche un inno alla comprensione di sé e degli altri. Con una prosa autentica e coinvolgente, Favia offre un punto di vista intimo sul mondo della neurodivergenza, aiutando chiunque voglia capire meglio l’autismo, che si tratti di persone nello spettro o di chi desidera supportarle.
Il protagonista vero vorrei che fosse lui, il golf, soprattutto lui con le sue qualità ed i suoi stupendi insegnamenti, con i suoi grandi personaggi a cui mi sono ispirato per cercare di diventare un uomo migliore ed un professionista di golf più capace.
Ho sempre evitato di perdere tempo per la voglia di raggiungere nuovi obiettivi e mi piace pensare che, cimentandomi nel racconto, possa trovare una nuova motivazione per realizzare ancora qualcosa di bello, qualcosa che magari mi è sfuggito e che spero di riscoprire tra le parole che andrò a scrivere.
Non è mia intenzione pensare ad una vera e propria autobiografia. Comprendo in fondo l’inadeguatezza di chi vuole raccontarsi sapendo già di non aver inventato la ruota e nemmeno di aver scoperto qualcosa che ha cambiato le sorti dell’umanità.
Che senso poi avrebbe… sono semplicemente un uomo che ha realizzato il sogno che aveva sin da bambino. Un uomo fortunato e credo fortemente che io debba restituire al golf tutto ciò che mi è possibile, per il tanto bene che ha prodotto nella mia vita; ho bisogno di farlo per un fortissimo senso di gratitudine, di riconoscenza nei suoi confronti e so già che sarò sempre in debito.
Ecco, mi piace di più pensare di essere semplicemente un suo tramite per farsi conoscere, con le sue bellissime oggettive qualità, quelle che magari sfuggono a chi non ha avuto la fortuna di viverlo nella sua interezza come il sottoscritto.
Il dolore di una relazione tossica non è un urlo, ma un sussurro continuo, logorante, che ti accompagna anche nel sonno. È un giardino che sembrava fiorito, ma in cui ogni fiore è finto, dipinto con colori rubati alla tua vita. E quando finalmente ti stacchi non ne esci illesa. Ti porti via pezzi di te che non torneranno più, ma anche in quella rovina, se guardi bene, c’è una promessa: che il tuo cuore, seppur ferito, può ancora ricordare come si batte per sé stesso e nessun altro. Questo è quello che è successo a Veronica. Non si vive una relazione tossica, ma si sopravvive a essa e oggi, purtroppo, sono molte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica da parte del proprio partner. La società patriarcale in cui malauguratamente ancora viviamo sostiene la cultura del possesso, la donna diviene oggetto e non merita rispetto, da nessun punto di vista. Riconoscere un rapporto disfunzionale non è semplice, soprattutto quando ci si è così tanto dentro, proprio come è successo a Veronica. La voce che emerge in questa silloge è la voce di tutte le donne che si sono illuse e hanno idealizzato l’amore in maniera errata. Raccontare una relazione tossica significa anche compiere un atto di giustizia interiore, è riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, della propria dignità. È ricordarsi che il rispetto non è un premio, ma un diritto. Che l’amore non basta, se non è gentile e soprattutto, è sapere che, anche se a brandelli, si può rinascere.
Dalle radici ai sogni è un romanzo autobiografico e motivazionale che racconta la trasformazione di una donna qualunque in un’imprenditrice libera, consapevole e realizzata.
Nancyna inizia il suo percorso prima ancora di diventare mamma, fondando insieme al suo compagno le prime agenzie di viaggio.
Poi arrivano i figli, i pub, l’hotel. E con loro una vita sempre più piena, fatta di scelte coraggiose, notti insonni e sogni portati avanti con determinazione.
Tra viaggi, cadute, intuizioni vincenti e passione vera, questo libro mostra senza filtri cosa significa costruire qualcosa di proprio, restando fedeli a sé stessi.
È una storia di forza, amore, concretezza e libertà.
Un libro per chi vuole ispirarsi, per chi ha bisogno di una spinta, e per chi è pronta a guardarsi allo specchio e dirsi:
“Ora tocca a me”
Anita è una bimba vivace e curiosa. Quando diventa una bella adolescente ha cieca fiducia nell’amicizia e nell’amore, grazie alle persone che ha la fortuna di incontrare sul suo cammino e ad Alessandro, il primo ragazzo che le fa battere il cuore. Cresce Anita nella convinzione che la vita vada vissuta pienamente e che sia necessario dare spazio alle proprie passioni, in tutto quello che si fa. Così, segue un corso di studi che la porta a contatto con la natura, contravvenendo alla volontà di suo padre e andando incontro a mille difficoltà, tra cui la necessità di dover, a un certo punto, scegliere un lavoro diverso da quello per cui ha studiato, per non rinunciare al suo desiderio di indipendenza. Diventa una donna forte, che non si accontenta, fonte d’amore per se stessa e per chi la circonda. Realizza il suo sogno d’amore con Paolo, mentre ne insegue un altro, il più importante, il più desiderato, che a un certo punto diventa una fioriera di dolore.
Stefania Beschi in questo Nella cantina di Anita traccia il percorso di vita, dall’importante impronta autobiografica, di una donna forte, che nella bellezza della sua esistenza si ritrova a tu per tu con la ricerca della maternità, resa angosciante dallo scorrere del tempo. L’autrice trascina il Lettore in una storia coinvolgente e ammaliante, che regala vivide sensazioni e quella luce di speranza, linfa vitale per l’umanità.
il coraggio di non arrendersi
Come sarebbe la tua vita se provassi a guardare oltre le paure e se trovassi il coraggio di fare quel passo che tanto ti spaventa?
Prova ad immaginarla.
Sii protagonista della tua storia e ricorda che, in qualunque momento, puoi cambiare il finale.
Io ci ho provato 1000 volte e alla 1001 è andata bene.
Questo per me è il coraggio di non arrendersi.

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