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Senti cosa ti dico. Guida pratica per capire la sordità (e non fare figuracce)

(6 recensioni dei clienti)

Senti cosa ti dico è un libro che rompe i cliché e racconta la sordità senza pietismo né tecnicismi. Con tono schietto e umano, Anna Vernillo intreccia la propria esperienza personale con storie e riflessioni collettive, offrendo una guida chiara e concreta a chi vuole davvero capire. Dalla quotidianità invisibile delle persone sorde alle frasi che feriscono, dal ruolo della LIS al mito delle protesi “miracolose”, il libro costruisce un ponte tra chi sente e chi non sente, ricordando che la sordità non è un difetto da correggere, ma un modo diverso di vivere e comunicare.

Giacovelli Editore 91 Italiano 979-12-81763-91-3 ottobre 2025 , , , , , , , , , , , , ,
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Incontra l’autore

"Anna Vernillo (nata l’8 febbraio 1990 a Ponte San Pietro, BG) è una content creator, docente di LIS (Lingua dei Segni Italiana), formatrice e attivista per l’inclusione. È diventata sordaContinua a leggere"

Non basta alzare la voce: per capirci davvero serve guardarsi negli occhi.

6 recensioni per Senti cosa ti dico. Guida pratica per capire la sordità (e non fare figuracce)

  1. Fabio

    L’ ho letto tutto in un fiato. Quello che ti dico è un “grazie”.
    Grazie da figlio, da persona, da cittadino e da studente LIS ❤️

  2. Simona (proprietario verificato)

    Grazie Anna, ho letto il tuo libro ed ho trovato autenticità. Spero che il tuo semino, insieme ad altri, possa dare i suoi frutti.

  3. Vanessa

    Sono sorda dalla nascita. Voce strana?
    Non me ne importa.

    Questo libro è un messaggio, un seme…

    La LIS, Lingua Italiana dei Segni, è un’accessibilità totale per qualsiasi persona, anche per le persone udenti senza disabilità. Fare questi segni aiuta a esprimere le emozioni nel corpo, a scaricare la rabbia, la frustrazione, l’imbarazzo, la timidezza, la vergogna… E soprattutto aiuta i bambini con ADHD, iperattività, autismo… La LIS li aiuta enormemente a comunicare con i genitori e i parenti senza sentirsi esclusi dal mondo!

    La LIS è piena di energia, visibilità e illuminazione. E così può unire anche due mondi, il mondo udente e il mondo sordo.

  4. Fabio

    Da docente e interprete di Lingua dei Segni Italiana con oltre vent’anni di esperienza, ho trovato questo libro tanto necessario quanto luminoso. L’autrice sceglie la strada più onesta: raccontare la sordità in prima persona, con una scrittura limpida che scorre come una conversazione e, allo stesso tempo, costringe a guardare meglio—o, per dirla con efficacia, ad “ascoltare con gli occhi”.

    Il valore principale sta nel doppio movimento: da un lato smonta gli stereotipi più diffusi (“non sembri sorda”, l’idea che la LIS sia un accessorio e non una lingua), dall’altro mette a nudo i paradossi dell’inclusione: eventi che si proclamano aperti a tutti ma dimenticano l’ABC dell’accessibilità—interpreti e sottotitoli. Questa denuncia concreta, mai livorosa, è uno dei passaggi più utili per chi organizza cultura, scuola, lavoro.

    Ho molto apprezzato anche il coraggio con cui affronta un tema spesso taciuto: le difficoltà interne alla stessa comunità sorda, incluse le forme di gatekeeping verso chi non è “nato sordo”. È un punto delicato, gestito con misura e competenza, che invita a ripensare appartenenza e autorevolezza mettendo al centro competenza, etica e responsabilità.

    Sul piano linguistico-pedagogico il libro comunica bene la potenza della LIS: non solo ponte comunicativo tra persone sorde e udenti, ma lingua piena con una straordinaria capacità espressiva ed educativa, utile nelle relazioni familiari, a scuola e nel sociale. La scelta di una struttura corale, che dà spazio ad altre voci, amplia lo sguardo e rende la testimonianza più tridimensionale.

    Breve (ma denso), accessibile a lettori di età e background diversi, questo volume offre indicazioni pratiche per passare dalle intenzioni alla vera inclusione. Lo consiglio a docenti, formatori, organizzatori di eventi, professionisti della comunicazione e a chiunque desideri capire la sordità oltre i luoghi comuni. È un libro che costruisce ponti e, pagina dopo pagina, insegna a usarli.

  5. Chiara Fontana

    Una lettura perfetta per tutti.
    “Senti cosa ti dico” è un libro che riporta la realtà quotidiana delle persone sorde. Qualcosa che non si legge proprio ovunque.
    Facendo riferimento al suo vissuto personale, l’autrice, con grande semplicità, spiega il vero concetto di sordità, abbatte le false credenze sulla tecnologia dell’impianto cocleare e parla di una lingua affascinante: la LIS (Lingua dei Segni Italiana).
    Anna Vernillo racconta delle difficoltà provate, di come la sua “disabilità invisibile” abbia fatto sentire invisibile anche lei, ma anche dei piccoli gesti, sinonimi di umanità, che hanno fatto la differenza, facendola sentire “persona intera e non problema”.
    Il libro spiega che cosa voglia dire “vivere tra due mondi” ed essere ponte fra essi. È un invito alla curiosità, all’arricchimento e alla vera inclusione, quella che comprende tutti, ma davvero tutti, perché anche ciò che può essere invisibile è reale.
    Non dirò altro, se non che abbattere le barriere è bellissimo e questo libro è un piccolo grande strumento per iniziare a farlo.

  6. Clara

    Il libro di cui avevo bisogno! Grazie Anna per aver raccontato il mondo Sordo senza inutili taboo e giri di parole. Spero che questo libro sia il punto di partenza per rendere il mondo realmente inclusivo ed accessibile a tutti

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