Wooden racket
€13.00Una racchetta di legno, un altro modo di intendere la vita. la partita decisiva è questa e le sue regole si scoprono solo giocando a tutto campo. In palio c’è un mondo nuovo.
Una racchetta di legno, un altro modo di intendere la vita. la partita decisiva è questa e le sue regole si scoprono solo giocando a tutto campo. In palio c’è un mondo nuovo.
“E’ un po’ come i comandamenti. Il perfetto cristiano dovrebbe rispettarli alla lettera tutti e 10, alla prova dei fatti pochissimi ci riescono, ma l’importante è provarci con onestà e buona fede. Lo dico perché lo so che leggendo questo libro, chi ha la sensibilità per capire quello che succede alle persone intorno a lui starà pensando: non ce la farò mai a fare tutto. Ed è vero, probabilmente non ce la farai mai. Ma nessuno si salva da solo e se anche riuscirai a concretizzare uno solo di questi consigli avrai dato uno strumento in più ad un impanicato per affrontare uno dei 10 consigli della prima parte. È come un puzzle i cui pezzi sono divisi tra più persone, il tuo compito, e anche un po’ il nostro, deve essere quello di comprendere quando e dove inserire il pezzo mancante in tuo possesso per rendere il disegno sempre più completo e meraviglioso”.
Questo libro “La Vetrina la mia Arte” non è un testo tecnico anche se tocco tantissimi temi legati alla vetri- nistica al visual merchandising e alle problematiche commerciali e di settore. Vuole essere un libro che racconta la mia professione e quella di tanti colleghi sparsi per il mondo e che sotto- linea l’importanza del vetrinista e del visual come valore aggiunto. “Il Vetrinista è un regista, la vetrina un palcoscenico, la merceologia l’attore, il passante il pubblico, la decorazio- ne un effetto scenico indispensabile per la narrazione ”
Cosa può significare avere trent’anni e nell’animo la sensazione di essere imprigionati dentro se stessi, con il folle desiderio di volare lontano? Ce lo racconta Erasmo, trentenne salentino, che, reagendo alla propria crisi esistenziale, lascia il suo paesino per andare a convivere con il suo amico Gianni, a Lecce. Lì conosce Elena, con cui vivrà una storia, dolceamara ed intensa sin dall’inizio, come le dolorose e piene passioni che hanno una fatale data di scadenza; è il mese di settembre a rappresentare il cambiamento per entrambi: lei partirà per andare a studiare a Bologna e lui per un giro del mondo.
Oltre a viaggiare, Erasmo sogna di scrivere un libro, che invia durante alcune tappe significative, sotto forma di e-mail, al suo amico Gianni.
Le sue storie sono il racconto di un’anima che ha voluto spezzare il rassicurante cordone ombelicale che tiene ancorati alle proprie certezze, per mettere tutto in discussione. È, questo libro, il racconto di una scommessa continua, del tentativo di vivere un sogno, capace forse di innalzare, regalando ebbrezza di volo e uno sguardo più lontano.
Quello che nessuno può però aspettarsi è l’emergenza della pandemia globale, che costringe Erasmo ed Elena a interrompere prematuramente i loro progetti di vita e a ritornare in Salento.
Che cosa succederà alla loro storia?
C’è un solo modo per prendersi gioco del tempo soprattutto quando il “passato non torna”: riempire il “presente di poesia” così da poter vivere di uno “splendore futuro”
Agenda 2022
Ière na volte i jère tànne quanne, ‘a lebbrètte, l’avèvene ques tutt’ quànde.
Un piccolo quadernetto con la copertina nera con cui, la buona madre di famiglia, sI occupava di tutto. S’alzava molto presto al mattino per preparare la gavetta al marito che andava a lavorare a “giornate”, mentre lei badava alla casa, ai figli e andava a fare la spesa.
Andava da Bellina, un piccolo alimentari vicino casa, per prendere il pane e altre cose che servivano per dar da magiare ai suoi figli. Al momento del conto la frase era sempre la stessa: «Bellì, sìgne sòp’ ‘a lebbrètte.»
Solo nei giorni di festa era possibile mangiare carne. Si andava dò Pulàcc per comprare duò tacch di carne per il sugo. Al momento del conto il rituale era sempre lo stesso: «Grazie ù mè, signe sòp’ ‘a lebbrette.»
È così era per tante famiglie umili e oneste che chiùdevene i cùnd ogni sabato per ricominciare, poi, il lunedì successivo, quelle più fortunate avevano il capofamiglia che lavorava all’Italsider di Taranto e saldavano il debito mensilmente.
‘A lebbrètte… Un passato non tanto lontano dove, per chiudere un accordo, bastava una stretta di mano guardandosi negli occhi…
Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima e quel passato, non tanto lontano, era abitato da persone umili e oneste che ‘a lebbrètte era solo un quaderno dove si scrivevano “appunti” perché qualsiasi cosa si chiedeva e si otteneva guardandosi negli occhi.
Oggi ‘a lebbrètte non esiste più… Paghiamo in forma “digitale”. Possiamo comprare di tutto anche restando a casa o attraverso il telefonino…
Come sarebbe bello ricominciare a guardarci negli occhi.
Questa non è una semplice storia di passione e d’amore. È un incontro tra anime che cambierà l’intero corso della vita dei protagonisti. E dei lettori. Quando si ama come Anastasia ed Elia la strada è solo una, farsi travolgere dall’amore, farsi trasportare anche quando la razionalità dovrebbe fermarti, è percepire il filo che ci lega ad una persona appena incontrata e sfidare la morte per salvarla. Ritrovarsi in condizioni di avversità e tirare fuori le unghie, vivere situazioni precarie e sentire di essere nel posto giusto perché si sta facendo quello che si deve, amare. Anche al costo della vita. Questo libro ci ricorda che l’amore non deve mai essere misurato in quantità di tempo. Quando arriva bisogna abbattere i muri e viverlo, a pieno, che sia per una settimana o per i prossimi cento anni.
L’autrice in questo suo primo romanzo esplode e fa deflagare la sua potenza narrativa e, soprattutto, la sua potenza descrittiva in un mosaico tutto da scoprire. È la storia di una donna affetta dal disturbo neurologico della narcolessia e che la costringe a vivere costantemente in uno stato di alterata appercezione della realtà. Il corpo è il protagonista indiscusso di un romanzo che unisce forza e coraggio.
Maria è poco più che una bambina e per la prima volta nella sua vita vede il mare. Nel paesino assopito le case sono tutte uguali, eccetto una. Una grande casa rossa tristemente mezza vuota. Dov’è Giovanni? Cosa gli è successo?
“Ogni luogo è dentro di noi e fa parte di un sogno quasi mai sognato ma sussurrato dal vento al nostro cuore”
Accartocciati. È così che ci si ritrova, a volte. Succede. Accade in un attimo oppure in molto tempo, ma senza accorgercene l’anima si stropiccia e si crepa. Allora è necessario scendere in profondità, andare a guardare negli occhi il perché, per poi poter riemergere e, finalmente, dispiegarsi.
Il vino è l’argomento che lega i racconti presenti in questa raccolta, leggi i 10 migliori dell’edizione 2016 del concorso letterario Racconti diVini. Maniere differenti di interpretare un mondo legato alle singole e personali esperienze e ai diversi luoghi di provenienza degli autori. Storie appassionanti, da leggere tutte d’un sorso.
Pourtoi” è una storia che vi lascerà senza fiato, una storia che vi appassionerà e vi terrà incollati alle sue pagine. Una storia che comincia nel centro di Parigi, nel salotto di rue Saint-Honoré al n°374 di Marie-Thérèse Geoffrin, una di quelle intellettuali che all’epoca sovvenzionò, spiritualmente e materialmente, una parte della costosa pubblicazione dell’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert. Un racconto storico fantastico nato dalla meravigliosa penna di Ermelinda Prete.
Ci avete mai pensato a quante vite ci attraversano?
Tante, forse troppe.
Sei alla fermata di un tram o di un autobus e un perfetto sconosciuto diventa protagonista del tuo sguardo. Un perfetto sconosciuto veste i panni di un eroe in una storia a qualche passo dalla fantasia.
“Tutti gli amori nella mia testa” è una raccolta di racconti a tema amoroso. Nessuno dei personaggi descritti ha stretto la mano o parlato con l’autrice. Tutte le storie nascono da sguardi incrociati, cornette del telefono alzate erroneamente, discorsi sui mezzi pubblici.
Sono lettere d’amore per amori non sbocciati, probabilmente mai vissuti ove permane la speranza della necessità di amare.
Ogni racconto è avvolto in una cornice che indica il lato reale della vicenda raccontata: il momento in cui lo sconosciuto viene incoronato dallo sguardo curioso dell’autrice.
Eccessi, psicosi, attese, baci sudati: è l’amore allo specchio rivestito da una ventata di sana fantasia.
“Tutti gli amori nella mia testa” è una nenia d’amore, un grido di aiuto, una speranza, è la mutevolezza di un sentimento cantato dalla notte dei tempi.