Raggio di sole
€15.00
Clank, clank…il rumore del chiavistello si percepisce alle spalle, ma non può soffocare le voci.
In Realtà Nascoste, Simona Salta, ci porta dentro un’esperienza di giornalismo sociale: un progetto nato tra le mura di San Vittore, dove i detenuti hanno trovato nella scrittura un mezzo per raccontarsi e guardare oltre le sbarre. Storie di riscatto, di lotta contro il passato, di chi sogna un futuro diverso.
Un viaggio intenso attraverso le voci di uomini e donne che, con carta e penna, sono riusciti ad abbattere il muro più alto: quello del pregiudizio.
Perché dietro ogni condanna c’è sempre una vita che merita di essere ascoltata. Se la libertà è anche una questione di parole, queste pagine sono il primo passo per conquistarla.
Ecco a voi un quadernetto di racconti e disegni che immortalano i piccoli momenti di quotidianità di un’inizio estate milanese. Quotidianità un po’ meno quotidiana di quanto si possa pensare. Quotidianità fatta di curiose avventure, vissute un po’ a cavallo di una biciclettina grigio pastello, e un po’ a raccogliere frutta e ortaggi in un orto sul tetto di un grattacielo. Insomma, è una quotidianità squisitamente pittoresca… la quotidianità della Risolartista.
Famiglie (dis)connesse. Sofia ed Edoardo vivono agli estremi di uno stesso disagio: lei si rifugia nel silenzio, lui nel rumore. Entrambi cercano uno spazio in cui essere visti davvero ma il mondo attorno — tra aspettative familiari, apparenze e social — sembra non accorgersi della loro sofferenza. Anche i genitori si trovano a fare i conti con le proprie fragilità, spesso disorientati nel cercare di guidare i figli in un mondo iperconnesso e frenetico, dove la comunicazione sembra sempre più difficile.
Tra silenzi, schermi accesi e distanze emotive, un tragico evento costringerà genitori e figli a fermarsi, ascoltarsi e rimettere in discussione tutto: lo sguardo su sé stessi, sulle emozioni, sugli altri.
Un incontro decisivo li porterà a comprendere che la vera bellezza non risiede in scatti perfetti ma in quelli che sanno raccontare chi siamo davvero.
Questo romanzo è un invito a rallentare, a riflettere su ciò che spesso resta nascosto dietro i comportamenti e a comprendere che, crescere insieme, è l’unica via per costruire legami davvero solidi.
Un romanzo formativo per giovani lettori e per chi, accanto a loro, sceglie di esserci davvero: genitori, educatori e adulti in ascolto.
Senti cosa ti dico è un libro che rompe i cliché e racconta la sordità senza pietismo né tecnicismi. Con tono schietto e umano, Anna Vernillo intreccia la propria esperienza personale con storie e riflessioni collettive, offrendo una guida chiara e concreta a chi vuole davvero capire. Dalla quotidianità invisibile delle persone sorde alle frasi che feriscono, dal ruolo della LIS al mito delle protesi “miracolose”, il libro costruisce un ponte tra chi sente e chi non sente, ricordando che la sordità non è un difetto da correggere, ma un modo diverso di vivere e comunicare.
Ho smesso di combattere la serpe. Ho imparato a danzare con lei. Non voglio più una vita in bianco e nero. Voglio i colori, le sfumature. Il veleno è la medicina. E ora so che tutto quello che la vita mi metterà davanti… sarà per me, non contro di me.
SOS Mamma. Il segreto per togliersi il pigiama e risplendere nuovamente è più di un manuale: è un abbraccio, una scossa e una guida concreta per tutte le donne che si ritrovano a dover essere tutto, per tutti, dimenticandosi spesso di sé stesse.
Attraverso consigli pratici, riflessioni sincere e spunti motivazionali, questo libro accompagna mamme e donne nel loro percorso post parto, aiutandole a ritrovare equilibrio, autostima e cura personale, anche tra poppate, pannolini, compiti e impegni familiari. Perché essere madre non significa smettere di essere donna.
Capitolo dopo capitolo, imparerai che toglierti il pigiama non è un atto banale, ma il primo passo per tornare a risplendere. Dentro casa. Fuori. E dentro te stessa.
Un indumento, un oggetto, uno sguardo furtivo al telefono del compagno di viaggio, sono gli inneschi che hanno dato vita a questa raccolta di racconti, nati come vie di fuga per meglio sopportare la lenta agonia di quei saliscendi nel luogo più angusto e inospitale del pianeta. Storie dall’ascensore raccoglie, con stile crudo e a tratti spietato, racconti in bilico tra realtà e immaginazione che indagano nell’animo umano per portare in superficie le nostre paure, la nostra inquietudine, l’amore e il disagio di essere umani in un mondo che non lo è più. O forse c’è ancora qualche speranza?
In una Bassa insolita si dipanano ventitré racconti, ventitré storie singolari, tutte accomunate da un qualcosa di profondamente legato alla dimensione terrena eppure a tratti incorporeo, impalpabile, disseminato di eventi che lasciano spesso tra il sorriso e la meditazione. Il lettore diventa immaginario amico e destinatario della narrazione, in una atmosfera che ha come sfondo una naturale complicità. La nebbia cela, nasconde, impedisce di scorgere con esattezza i contorni delle cose e dei fatti, ma così costringe a guardarci dentro, a farci domande, a scoprire inconsapevolmente chi siamo o chi siamo stati. E in questa nebbia scorre il fiume che accompagna la nostra vita e i suoi pensieri, in un divenire che non sai mai bene se renda felici, malinconici o semplicemente vivi.
Una mattina di luglio dell’anno 2000 Anna Basile, nella cucina della sua casa, sta gustando il primo caffè del giorno. Ricorre il quinto anniversario del suo ritorno a Cava dei Normanni, in Sicilia, dopo l’esperienza di vita e il lavoro di insegnante a Garbizzòlo sul Brenta, bucolico paesino del Veneto adagiato fra Venezia e Padova.
La trama del romanzo si alterna tra i ricordi di quel passato lontano da casa e gli accadimenti vissuti dopo il suo rientro, episodi che fanno da sfondo al desiderio di Anna di affrancarsi dal mondo in perenne sospensione tra la legalità di facciata e le verità da tenere sotto silenzio. Realtà alla quale, suo malgrado, sa di appartenere.
Fino al momento della soluzione finale, Anna si troverà più volte a riflettere tenendo tra le mani la matita a due colori, rosso e blu, che una collega le aveva regalato ai tempi di Garbizzòlo: un simbolo a ricordare che cadere in errore può comportare conseguenze gravi e irreversibili.
1993, Cava dei Normanni, un paesino della provincia di Agrigento dove è nata e vissuta fino all’età di 25 anni Anna Basile. Famiglia legata alle tradizioni, lei si trasferisce per lavoro: le è stato affidato un incarico di maestra elementare a Garbizzòlo sul Brenta, un sonnolento luogo della provincia veneta adagiato tra Venezia e Padova.
Il ritorno a casa per le festività natalizie le fa ritrovare il calore delle persone care, dopo i primi difficili mesi trascorsi nel tentativo di immergersi nella nuova vita. Durante quel breve soggiorno, un episodio dai tratti cupi le rivelerà un patto indissolubile della sua famiglia con Don Saverio Mancuso, notabile di Cava. Quel momento accende in lei una consapevolezza nuova della sua esistenza.
Il ritorno al nord e lo svelare alcuni segreti inconfessabili a Fabrizio, il suo ragazzo, in seguito la indurranno a una complicata scelta di vita.
Ci avete mai pensato a quante vite ci attraversano?
Tante, forse troppe.
Sei alla fermata di un tram o di un autobus e un perfetto sconosciuto diventa protagonista del tuo sguardo. Un perfetto sconosciuto veste i panni di un eroe in una storia a qualche passo dalla fantasia.
“Tutti gli amori nella mia testa” è una raccolta di racconti a tema amoroso. Nessuno dei personaggi descritti ha stretto la mano o parlato con l’autrice. Tutte le storie nascono da sguardi incrociati, cornette del telefono alzate erroneamente, discorsi sui mezzi pubblici.
Sono lettere d’amore per amori non sbocciati, probabilmente mai vissuti ove permane la speranza della necessità di amare.
Ogni racconto è avvolto in una cornice che indica il lato reale della vicenda raccontata: il momento in cui lo sconosciuto viene incoronato dallo sguardo curioso dell’autrice.
Eccessi, psicosi, attese, baci sudati: è l’amore allo specchio rivestito da una ventata di sana fantasia.
“Tutti gli amori nella mia testa” è una nenia d’amore, un grido di aiuto, una speranza, è la mutevolezza di un sentimento cantato dalla notte dei tempi.
Nelle pagine di questo libro si intrecciano dolore e rinascita, paura e coraggio. Federica Pinna racconta la propria esperienza e offre strumenti di mindfulness per affrontare le sfide interiori che ognuno di noi conosce: ansia, fragilità, smarrimento. È un invito a non arrendersi, a cercare la propria luce, a credere che da ogni ferita possa nascere nuova forza.
Persone e personaggi, sangue e carne, lacrime e sorrisi, silenzi e rumori assordanti, in una “discesa libera” avvincente e appassionante, si attorcigliano nelle trame di questo romanzo attraverso ricordi, memorie, immagini e sequenze narrative disegnate con estrema eleganza e con una imperturbabile dolcezza, attraverso la descrizione di amori difficili, vite interrotte o mai iniziate che poi, comunque, generano rinascite, luci in fondo al tunnel. Respiri. Vite.
Le figure che si alternano nelle pagine vengono affrescate, contornate e scontornate nelle loro mille sfaccettature. Ci si identifica in un personaggio, poi, di colpo, tutto cambia, quel personaggio viene rigettato, per essere in seguito, di nuovo amato: un rapporto amoroso che l’autrice consuma su pagine e il lettore può vivere nella sua mente letteraria, in un simbiotico rapporto di cambiamenti repentini e inevitabili colpi di scena
Un monastero su un’isola sperduta. Un monaco, serrato nella quotidianità, insegue una pace interiore che il proprio passato gli impedisce di raggiungere.
Una tempesta seppellisce la piccola cittadina della baia lasciando il monastero l’unica protezione per i pochi sfollati sopravvissuti, ed è qui, in un luogo di Dio, che quel passato riemergerà sfogando tutta la sua ferocia.
La storia di un monaco, di una scelta, o di molte, con cui ognuno deve fare i conti; una storia d’ amore, di povertà, di agi, di studio e d’ignoranza, di fanatismo e razionalità. Un romanzo sul dolore fisico, e quello mentale. La solitudine come un’ombra: si sparge sulla vita dei personaggi, nei luoghi, tra le parole dell’autore.